Potenziamento del servizio

Aumento dei posti letto nelle strutture ospedaliere e sanitarie in modo da assicurare una decorosa degenza ed evitare lunghi spostamenti verso il più vicino ospedale disponibile; riapertura dei presidi ospedalieri nei piccoli centri.

6 Responses to “Potenziamento del servizio”

  1. salve,sono un medico generico di un piccolo paesino.ho lavorato 4 anni in un ospedale di media dimensione , e posso dire qualcosa.non sono d’accordo alla riapertura dei piccoli ospedali.questi sono stati aperti per un discorso di clientela locale e sono completamente antieconomici e di scarsissima qualita’.pochi sono i reparti , e le spese per le reperibilita’ (inutili), sono eccessive.il vero probema e’ il conflitto di interesse. i medici ospedalieri non DEVONO fare anche libera professione,altrimenti i pazienti sono stornati verso gli studi privati e la qualita’ e la quantita’ del lavoro ospedaliero ne soffre.
    inoltre bisogna potenziare le prestazioni dei medici sul territorio.attualmente i medici possono fare dietro compenso, solo medicazioni e poche altre cose pochissimo pagate.io direi di estendere anche ai medici del territorio,la possibilita’ di effettuare prestazioni di particolare impegno(endoscopie,ecografie,piccola chirurgia,etc) pagandole con il sistema dei drg.si costituirebbe una sana concorrenza con l’ospedale,e diminuirebbero le code.
    grazie

  2. inoltre,ho un’altra proposta da fare.eliminare le incompatibilita’ , fra ospedale e medicina territoriale.perche’ non poter avere la possibilita’ di lavorare a tempo determinato o part-time in ospedale,anche avendo le mutue?il tempo trascorso in corsia e’ sempre occasione di arricchimento culturale enorme (attualmente,e’ incompatibile).
    il sistema attuale e’ premiante per i fannulloni e incompetenti,perche’ attribuisce aumenti salariali in base al numero di assistiti,o alla quantita’ di carte scritte, e non in base al lavoro effettivamente svolto.
    ne ossiamo discutere,
    grazie

  3. Se i medici di base non si limitassero a fare ricette, si solleverebbero le strutture sanitarie (es. Pronto Soccorso) da tante improprie incombenze

  4. Gli ospedali dei centri molto piccoli possono anche risultare antieconomici (se la gestione fosse seria, credo che non lo sarebbero),
    ma non credo che un centro come Avola (35.000abitanti circa) debba perdere il suo ospedale per chissà quali giochetti..

  5. Oggi l’efficienza del servizio sanitario viene valutata in base al numero delle “prestazioni”, e questo non fa altro che aumentare a dismisura il numero di prestazioni anche inappropriate, che intasano le già lunghe liste di attesa, e che , guarda caso, in Sicilia non fanno che favorire i privati. Gli unici pagati ” a prestazione”. Tutti gli altri operatori della sanità siamo pagati come dipendenti e quindi stipendiati. Bisogna miglioratre i sistemi di premialità, per chi produce veramante ” Salute ” nel territorio. Occorre miglior coordinamento e cooperazione tra strutture territoriali, medici di base, ed ospedali. Non può esistere “sana competizione ” tra strutture private e pubbliche. I piccolo ospedali sono “antieconomici” , perché sono utilizzati a livello clientelare, come serbatoio di voti e come sistema di potere.
    .

  6. condivido quanto detto sopra da nicolò paternò. Se non si ponderano bene (cosa-come-perchè-con quali soldi) le proposte, si tratta solo di slogan vuoti.

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