Confindustria Sicilia: Anche Scaccia ha le proprie responsabilità

“Scaccia - il presidente di Confindustria Catania - piuttosto che attaccare Lo Bello, motivato da probabili mire di potere personale, potrebbe per primo dimostrare di applicare quella trasparenza che lui stesso ha chiesto di avere da parte del Presidente di Confindustria Sicilia”. Lo ha affermato Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, in merito alla bagarre scoppiata a seguito di alcune indiscrezioni fatte trapelare della Confindustria Catania. “Noi stessi abbiamo invocato trasparenza nell’azione di Confindustria e sollevato molte questioni alle quali Lo Bello si è reso disponibile a dare risposta ma le mosse compiute da Scaccia non hanno nulla a che fare con l’intenzione di condurre una seria e sana lotta al racket. Le sue critiche sono piuttosto motivate da interessi personali in seno agli equilibri di potere della Confindustria. Il dato delle espulsioni di imprenditori catanesi collusi con la mafia e piegati al racket si aggira intorno allo zero e Scaccia è responsabile di un così deludente dato tanto quanto tutti gli altri vertici della Confindustria. Le indiscrezioni fatte trapelare dalla stampa secondo cui all’interno della Confindustria Catania si accuserebbe Lo Bello di essere “monotematico” - ovvero solo impegnato nell’applicazione del codice etico - sono la prova che gli attacchi compiuti da Scaccia non vanno certo nel senso di un contributo alla legalità e che la lotta al racket, nonostante i comunicati ufficiali, non sia il suo principale interesse. Se così non fosse di certo Scaccia avrebbe ottenuto dati migliori sulle espulsioni e sulle denunce al racket nel territorio catanese rispetto a quelli deludenti che abbiamo visto fin ora. Ivan Lo Bello, qualora le accuse rivoltegli dallo stesso Scaccia si rivelassero vere, avrebbe certamente una grande parte di responsabilità nella vicenda ma il Presidente di Confindustria Catania concorrerebbe a pieno titolo a quelle responsabilità”.

2 Responses to “Confindustria Sicilia: Anche Scaccia ha le proprie responsabilità”

  1. […] Articolo di Nicolo Conti. Leggi l’articolo intero. […]

  2. la verità è che l’operazione demagogica sull’esclusione per chi paga il pizzo fatta per darsi visibilità sta tornando indietro come un boomerang. Sia lo Bello che Scaccia sono un bleff manovrati dal solito puparo che ingessando le associazioni di categoria sia in confindustria che in confcommercio mantiene il potere assoluto sulla pubblica amministrazione.
    Lo bello capo degli industriali e non è imprenditore ma uomo di sistema messo nelle posizione che contano per mantenere lo status quo. Scaccia ha l’etichetta del giovane contestatore ma si muove con metodi e sistemi da politicante degli anni 80 e 90 -
    Insomma il puparo si diverte a far fare la parte degli stolti agli industriali per indebolirne la capacità di controllo e pungolo sulla vita politica.
    gli imprenditori, quelli veri, sono troppo impegnati per occuparsi di queste mavovre speculative a loro danno e i soggetti di cui sopra, creati apposta, danno l’immagine che non è vera. Forse è venuto il momento di prendercela con il puparo?!

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