Tocca a noi
“Soffia forte il vento dell’antipolitica” tuonavano i mezzi d’informazione qualche mese fa, quando Beppe Grillo ed il suo V-Day sconvolsero le abituali scalette fatte di gossip e rubriche di cucina.”Antipolitica” chiamarono allora quel sentimento di ribellione, quella prese di coscienza collettiva della situazione che ci portava ad assimilarci a pedine di un gioco di cui non conosciamo nemmeno le regole, ma che arricchisce chi ci punta forte. E pazienza se tante di quelle pedine andranno sacrificate, ce ne saranno altre milioni da sfruttare, pazienza se si dovranno cambiare le regole del gioco, tanto non lo scopriranno mai.
Non sapevano quanto si sbagliavano.
“Antipolitica”, chiamano adesso il nostro movimento.
“Antipolitica” è il nome che loro danno a chi ha aperto gli occhi, a chi ha capito che sostenere Sonia Alfano è l’unico modo per smettere i panni della pedina, ed ha capito chi deve davvero dettare le regole del gioco, perché sia onesto, pulito, leale, uguale per tutti.
E allora non chiamateci più antipolitica.
Il nostro nome è antimafia, antiracket, antiraccomandazioni, anticlientelismo, antinepotismo, antispreco_del_denaro_pubblico, antieco-mostri, antiprivilegi, ANTILLEGALITA’.
Ed adesso tocca a noi.
Perché sapere che non potremo raggiungere quel posto che ci spetta, che abbiamo agognato durante anni di studio e sacrifici, solo a causa della persona sbagliata con il cognome giusto che ci passa davanti come solo il miglior Alesi avrebbe potuto fare, non ci fa più allargare le braccia sconsolati, ma CI FA RIBOLLIRE IL SANGUE NELLE VENE.
Perché sapere che nel nostro paesino c’è un boss a cui rivolgersi per avere protezione alla propria attività, non ci rassicura più, CI FA SALIRE IL SANGUE AGLI OCCHI.
Perché non poterci rivolgere alle istituzioni preposte a difesa di quei diritti che nessuno può lontanamente permettersi di mettere in dubbio, a causa della connivenza di coloro che le rappresentano, ci fa stringere i pugni allo spasimo, ma non più in segno di rabbia repressa, ma perché sono PRONTI ALLA LOTTA.
Perché il pensiero che essere figli della Sicilia voglia dire essere figli di nessuno, o peggio, figli legittimi della mafia, non ci appartiene, NE’ MAI CI APPARTERRA’.
E vorremmo che vi sentiste liberi di correggerci se sbagliamo nell’affermare che i nostri principi sono quelli fondamentali della VERA politica, quella che lavora per servire il cittadino, e non viceversa.
Vogliamo spendere due parole anche per quelle compagini “politiche” che in questi mesi, si stanno impegnando e spremendo in finte contrapposizioni fra destra e sinistra per la guida della regione: non provate a collocarci, da questa o quella parte, perché tutto ciò che riceverete da noi sarà solo il nostro DISPREZZO.
Per tutti, non si fanno sconti.
Ed a quel qualcuno che si dovesse offendere, per questo nostro atteggiamento, si dovesse risentire, o addirittura avesse il barbaro coraggio di chiederci “perché”, basterà ricordare che è solo grazie a loro che Salvatore Cuffaro ha potuto festeggiare con in cannoli la condanna a cinque anni di reclusione e di interdizione perpetua dai pubblici uffici per aver favorito delinquenti mafiosi del calibro di Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Domenico Miceli e Vincenzo Greco, nonché del suo coimputato l’imprenditore Michele Aiello (prestanome di Provenzano).
E’ solo grazie a loro che nel 2001 e nel 2003 il Consiglio Comunale di Villabate è stato sciolto per sospette infiltrazioni mafiose.
E’ solo grazie a loro che il 06/01/1980 il il presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella, politico della sinistra democristiana, veniva assassinato dalla mafia, con la colpevole complicità del Sen. Giulio Andreotti (come confermato dalla sentenza sul caso in merito).
Ed è solamente grazie a loro che il comune di Messina si trova per la seconda volta in pochi anni commissariato a causa di una squallida contesa sul simbolo elettorale del Nuovo Psi fra Gianni De Michelis e Bobo Craxi.
Ed è sempre e solo grazie a loro che alle prossime elezioni politiche, gente come Enzo Carra, condannato in via definitiva ad 1 anno e 4 mesi di carcere per “false o reticenti dichiarazioni al pm”, come Luigi Cocilovo, assolto per un cavillo burocratico dall’accusa di aver intascato 350 milioni dal costruttore Domenico Mollica come compenso per l’assegnazione di appalti e finanziamenti dalla regione, circostanza comunque confermata dalla sentenza, come Vladimiro Crisafulli, che nel 2002 fu visto e ripreso mentre dialogava amabilmente col noto boss Raffaele Bevilacqua, il quale si sarebbe dovuto trovare ai domiciliari, avrà il prossimo 13 e 14 aprile la possibilità di trovare posto in parlamento, candidato nelle liste del PD, mentre persone del calibro di Rosario Crocetta, Beppe Lumia e Rita Borsellino, che tanto hanno fatto e potrebbero fare contro cosa nostra, vengono parcheggiate ai margini della vita politica.
Dunque vi chiediamo: CHI ha fatto la vera antipolitica, noi, o chi ci ha governato nell’ultimo secolo?
E chiediamo ancora a chi legge e si trova d’accordo con queste parole, dettate solo dall’amore per la nostra terra, dalla rabbia che si prova ogni giorno nel vederla ridotta in ginocchio di fronte ai potenti, a chi prova come noi amore e rabbia, di reagire e lottare al nostro fianco.
Chiamate la persona accanto a voi e parlatele di Sonia Alfano, e di cosa sta tentando di fare in Sicilia, domattina andate dai vostri vicini di casa e parlate loro di Sonia Alfano, e di cosa sta tentando di fare in Sicilia, andate dai vostri colleghi di lavoro e parlate loro di Sonia Alfano, e di cosa sta tentando di fare in Sicilia, andate dai vostri alunni e parlate loro di Sonia Alfano, e di cosa sta tentando di fare in Sicilia, andate dai vostri amici e parlate loro di Sonia Alfano, e di cosa sta tentando di fare in Sicilia.
Perché parlando di Sonia Alfano, parlerete di VOI, e di quello che VOI state cercando di fare per la VOSTRA Sicilia.
MeetUp di Messina










Area di discussione - Scrivi un commento