Riassetto del piano sanitario regionale, mediante la razionalizzazione della distribuzione dei fondi a favore delle strutture pubbliche, al fine di migliorare la qualità dei servizi, ridurre i tempi di attesa e contrastare l’assoggettamento della sanità pubblica agli interessi privati, spesso coincidenti con quelli della criminalità organizzata.
Imposizione di criteri esclusivamente meritocratici per le nomine di manager e primari delle strutture sanitarie, mettendo al bando le prassi lottizzatrici e spartitorie politicamente trasversali; controllo effettivo della qualità delle prestazioni, da rendersi secondo standard nazionali, applicando seriamente e divulgando la carta dei servizi; istituzione del sistema di controllo informatico sulle prescrizioni.
Aumento dei posti letto nelle strutture ospedaliere e sanitarie in modo da assicurare una decorosa degenza ed evitare lunghi spostamenti verso il più vicino ospedale disponibile; riapertura dei presidi ospedalieri nei piccoli centri.
Massimo sfruttamento delle tecnologie presenti nelle strutture onde evitare lunghe liste di attesa, per esami tipo TAC, attualmente a vantaggio delle strutture convenzionate private.
Stanziamento di risorse economiche tali da poter applicare il “Piano triennale della Regione siciliana per le persone con disabilità“.