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Piccoli comuni di Sicilia; Capo d’Orlando

La Sicilia è colma di piccolini paesini che sono vere e proprie perle paesaggistiche ed architettoniche.
Da molto tempo ormai trascorro le mie vacanze, in compagnia della mia famiglia, in un piccolo paese sul mare in provincia di Messina; Capo d’Orlando.
L’affetto che nutro verso questo luogo mi spinge però a notare alcuni aspetti di Capo d’Orlando che potrebbero essere valorizzati, senza dispendio di eccessivo danaro pubblico, ma che invece non lo sono affatto.
Da alcuni anni il Comune di Capo d’Orlando si è dotato di una pista ciclabile che costeggia il mare. Bellissima idea per migliorare la qualità di vita di turisti e cittadini ed attrarre persone anche dalle zone limitrofe. Allo stato attuale però il percorso ciclabile si presenta con tratti d’asfalto dissestati e pericolosi per i ciclisti, cordoli fuori legge e tratti di pista mancanti.
Un altro aspetto che andrebbe curato è la raccolta differenziata dei rifiuti. Un comune come Capo d’Orlando, che ha tutte le potenzialità per essere una piccola perla naturalistica della Sicilia, dispone di pochissimi cassonetti per la raccolta differenziata che, dato il numero contenuto della popolazione, potrebbe essere incrementata in tempi brevissimi e con un investimento minimo.
Quest’anno il numero dei turisti è calato sensibilmente e la causa è probabilmente imputabile alle scarse attrattive, oltre a quelle naturalistiche, che il luogo offre. E’ stata organizzata una rassegna di spettacoli concentrati però tutti nello stesso periodo così che in tutto il resto del periodo estivo i turisti non trovano alcun motivo per scegliere Capo d’Orlando rispetto a tanti altri luoghi.
Sono aspetti banali la cui valorizzazione comporterebbe un investimento minimo con risultati sicuramente ottimi per la vivibilità del luogo e per le casse comunali.
Lo stesso avviene in moltissimi altri comuni della Sicilia. Luoghi incantevoli e rari come pochi ne esistono al mondo che, se valorizzati con poche correzioni a costo irrisorio, potrebbero diventare piccole miniere d’oro sia dal punto di vista economico che della qualità di vita dei propri turisti ed abitanti.

Libretti “dormienti”: sveglia!

Non riceverete alcuna lettera di richiamo dagli uffici postali per essere informati sulle sorti dei vostri libretti di risparmio.

Ebbene si, se siete titolari di uno dei libretti di risparmio postale cosiddetti “dormienti” ovvero non movimentati da 10 anni e con deposito maggiore ai 100 € vi conviene correre al più presto presso il più vicino ufficio postale per effettuare una qualunque movimentazione “svegliando” così il vostro libretto, altrimenti se entro il 26 Agosto 2008 risulterà ancora “dormiente” perderete tutti i vostri soldi.

Come si apprende chiaramente dal sito Poste Italiane a questo indirizzo il vostro libretto “dormiente” a partire dal 26 Agosto verrà estinto e “Le somme su di esso depositate saranno devolute al Fondo istituito dalla Finanziaria 2006 (art. 1 L. 266/05).”

I vostri soldi saranno destinati, in particolare, al Fondo gestito dal Tesoro per risarcire i clienti dei crack finanziari e in parte finanziare l’assunzione dei precari nella pubblica amministrazione. (Fonte: La Repubblica) [Più informazioni →]


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I borderline dell’antimafia

Brutti, sporchi e cattivi. Vendicativi, senza cuore, giustizialisti. Di parte, giacobini e sanguinari. Cui loro preferiscono il volto dolce, quello istituzionale, quello pacato dell’antimafia per bene, con le scarpe e i vestiti puliti, quelli dell’”armiamoci e partite”. Quelli che questo non si può fare e questo non si può dire perchè non ci compete. Quelli che rimangono in silenzio quando tutti si aspettano parole decise, fulimi e saette. Loro sono apprezzati, loro sono istituzionalizzati, loro sono bipartisan. E poi ci siamo noi. Noi accecati dal dolore, noi che non ci facciamo una ragione dei nostri lutti e cerchiamo vendetta, col sangue agli occhi, con la bava alla bocca. Noi cui la mafia ci ha portato via affetti importanti e ora ovunque vediamo la mafia. Noi che dobbiamo prima “eleborare”. Noi violenti, noi volgari. Noi che senza cuore ci opponiamo alle [Più informazioni →]

Il matrimonio della figlia di Totò Riina


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I familiari delle vittime di mafia rispondono a Guido Contrada

Questa la risposta dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per bocca del Presidente Sonia Alfano, in merito alla lettera inviata da Guido Contrada, figlio dell’ex funzionario Sisde arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, ad alcune testate giornalistiche nella quale risponde alla precedente nota dell’Associazione.Gent.mo Avvocato Guido Contrada,
ho letto con attenzione la sua lettera di risposta alle parole che io, a nome dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia in qualità di presidente, ho pronunciato.
E’ molta l’umanità contenuta nella sua lettera ed il calvario che lei ha subito in quanto figlio è stato sicuramente duro da reggere.
Tutta l’umanità che lei esprime ed i sentimenti palesati sulla sua lettera non possono però cancellare dati di fatto e circostanze dimostrate con certezza.
Noi comprendiamo la difficoltà d’un figlio nell’ accettare la dura realtà riguardo al proprio padre.
Tuttavia ci rattrista dirle che il dolore che lei ha deciso di palesare nella sua lettera fa parte della sua sfera privata e sarebbe giusto, per rispetto nei suoi stessi confronti, che rimanga tale. [Più informazioni →]

Facciamo nostre le parole di Salvatore Borsellino. Contrada quereli anche l’Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia.

Questa la lettera di Salvatore Borsellino della quale l’Associazione dei Familiari Vittime della Mafia condivide il senso ed ogni singola parola, la sottoscrive e la fa propria. Così come fa proprie le dichiarazioni di Salvatore su Bruno Contrada rilasciate fino ad oggi.

A seguire il comunicato stampa nel quale l’Associazione si fa promotrice e sottoscrittrice delle parole del fratello del giudice assassinato.

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più. Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e
per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”.
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire
senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l’altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tiralrlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare “mandanti esterni” perchè sono “interni” allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, “lo stato non può processare se stesso” e quello che c’era scritto sull’Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine
della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada e tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora
più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due; la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finchè avrò vita.

Comunicato stampa dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia:

“Bruno Contrada, il traditore di Stato condannato in merito al processo per l’uccisione di Paolo Borsellino, è già tornato nella sua casa a condurre la vita di sempre. Come se non avesse commesso alcun reato, come se non avesse mai tradito lo stato. Ha di fatto ottenuto impunità piena ed incondizionata”. Lo ha detto Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia.
“A questo punto - ha proseguito il presidente - non capisco perchè non scarcerare tutti gli altri boss con problemi di salute e concedergli gli arresti domiciliari. Bruno Contrada è, come più volte detto da Salvatore Borsellino, molto peggio di un qualunque altro boss poichè i suoi reati sono stati commessi con indosso una divisa ed ha pertanto tradito lo stato e tutti gli italiani che in quegli uomini ed in quelle divise ripongono la propria fiducia e la propria sicurezza a garanzia di uno stato di diritto”.
” Contrada - ha proseguito Sonia Alfano - invece di tacere si permette anche di querelare Salvatore Borsellino per le sue affermazioni che noi, ci teniamo a ribadirlo, condividiamo e sottoscriviamo dalla prima all’ultima parola. Ne condividiamo il senso e la rabbia e le facciamo nostre. L’ex funzionario Sisde, per coerenza, dovrebbe querelare anche la nostra associazione poichè noi continueremo a ripetere e diffondere - questa la definizione del legale di Contrada alle parole del fratello del Giudice - “Le infamanti e farneticanti accuse di Salvatore Borsellino”. Qualora Salvatore sia chiamato a rispondere tramite risarcimento per le parole pronunciate saremo ben lieti di collaborare al pagamento della spesa e pronti a chiamare in causa ogni singolo italiano poichè il tradimento di Contrada e le sue responsabilità, accertate ed inequivocabili, sulla morte di Paolo Borsellino, riguardano tutti i cittadini di questa nazione traditi ed offesi da un simile personaggio”.

In pericolo la tutela alle famiglie degli Eroi di Stato

“Che cos’altro signor Ministro, che cos’altro bisogna fare in questa nazione per avere giustizia e protezione. Non è una domanda retorica. Vorremmo che lei ci rispondesse sul serio. Ci dica cos’altro dobbiamo fare per far in modo che lo Stato italiano riconosca alle vittime della mafia il giusto compenso e la giusta protezione alle loro famiglie, per tanta fedeltà alla nazione. Se neanche l’aver dato la vita è sufficiente ci dica lei cos’altro dovremmo fare”. Con queste parole Sonia Alfano, a nome dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia di cui è Presidente, ha rivolto l’ennesimo messaggio al governo ed al Ministro dell’Interno.
“Lasci che le spieghi una cosa che certamente lei ben saprà - ha proseguito Sonia Alfano rivolgendosi al Ministro dell’Interno - La mafia in questa nazione è più forte dello stato perchè è un sistema che funziona. I mafiosi sanno che in caso di arresto o morte la loro famiglia riceverà protezione e tutela economica. La normativa a tutela dei familiari delle vittime di mafia è stata studiata con la stessa ratio così da poter garantire alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia l’adeguata protezione qualora perdano la vita scegliendo di mostrare fedeltà allo Stato e non alla mafia.
E’ certo che lei sappia tutto questo ma nonostante ciò il suo governo, per sua firma, ha deciso di tagliare 300 milioni di euro al fondo di rotazione per le vittime di mafia. Quello che succederà è tanto semplice quanto umiliante;
Coloro i quali da anni subiscono estenuanti processi sul piano emotivo ed economico, dato che tutte le perizie e tutte le spese processuali sono vergognosamente a carico dei familiari delle vittime, si vedranno negata la tutela economica che spetta per legge perchè il fondo è stato saccheggiato. E quelle sentenze, quella giustizia, saranno solo atti pro forma che nulla riconosceranno a famiglie che a causa della morte del proprio caro sono spesso cadute in miseria e sono state travolte per sempre da un vuoto incolmabile.
Sul fondo per le vittime di mafia gravano anche gli indennizzi ed i risarcimenti a favore delle vittime del terrorismo. Ciò non ha fatto altro che rendere incerti i risarcimenti sia per le vittime di mafia che per quelle del terrorismo, arrecando un danno sia agli uni che agli altri. Alle vittime del terrorismo, così come a quelle di mafia, va assicurata e garantita la tutela economica per i superstiti e per i familiari delle vittime e non è certo attingendo da un fondo già precario e semi vuoto, nonchè svuotato di 300 milioni di euro per decisione di questo governo, che lo si fa.
Noi chiediamo ancora una volta al Ministro Maroni di essere ricevuti per poter discutere di ciò che ci riguarda da vicino e di poter raccontare al Ministro l’entità del calvario subito ed il senso di umiliazione nell’appartenere ad uno stato che rende incerta la tutela per le famiglie dei propri eroi”.

Riflessioni a voce alta

Il Parlamento Siciliano, per assegnare il seggio lasciato vacante da Anna Finocchiaro, dovrà varare una leggina.
Ed è palese che a nessuno convenga interpretare la legge elettorale assegnando il seggio allo “sfidante miglior perdente” che, come recita la legge elettorale, dopo la fuga della Finocchiaro, sono io.
Non conviene alla maggioranza che troverebbe sul suo cammino una persona non controllabile nè corruttibile la quale mobiliterebbe le piazze ed informerebbe i cittadini sulle mosse compiute dal palazzo a loro insaputa ma, per gli stessi motivi, non converrebbe nemmeno alla presunta opposizione di governo.
Antonello Cracolici, la cui massima aspirazione è da tempo quella di diventare leader indiscusso del PD siciliano, continua a spalleggiare componenti del proprio partito nel tentativo, quasi una certezza, di accaparrarsi anche il novantesimo seggio.
Sembra infatti essere questa la decisione cui certamente approderà la Commissione Verifica Poteri dell’ARS per la soluzione del caso.
Un nuovo deputato PD, sopratutto se sponsorizzato da Cracolici, altro non potrebbe essere che di giovamento per maggioranza ed opposizione. E’ infatti evidente come il Partito Democratico siciliano non stia facendo, nè abbia fatto nella precedente legislatura, nessuna opposizione e come, in particolar modo Cracolici, sia un perfetto alleato della maggioranza non solo in sede parlamentare ma anche in sede extraparlamentare. A riprova di ciò che dico c’è quel famoso scambio di battute tra Cuffaro e Cracolici durante il quale l’ex Presidente condannato per favoreggiamento rivelava di cene del giovedì sera tra lui ed il capogruppo dei deputati siciliani d’opposizione.
Assegnare il seggio ad una persona sponsorizzata da Cracolici, per la maggioranza, significherebbe garantirsi il silenzio del nuovo deputato, che altro non potrebbe fare che ringraziare Cracolici e pertanto restare fedele alla sua tacita alleanza col governo regionale.
La maggioranza stringerebbe in questo modo rapporti ancora più saldi con il PD dal quale, già adesso, non si leva mai alcuna voce di dissenso nei confronti del discutibile operato del governo Lombardo.
Poco importa ai politici nostrani che la legge prescriva altro per l’assegnazione del seggio e che la loro interpretazione debba seguire un criterio giuridico e non di convenienza partitica. Se infatti applicassero la legge interpretandola nel modo più ovvio e naturale sarebbero costretti ad assegnare il seggio per “diritto di tribuna” e non potrebbero più paventare assurdi ostacoli per le liste che non abbiano superato lo sbarramento del 5%, come avvenuto in queste settimane, allo scopo di tagliare fuori dalla corsa me e Rita Borsellino, entrambe persone molto poco gestibili.
All’interno del Parlamento Siciliano tutti sanno quanto pericoloso sia lasciare che persone come me seggano a fianco a loro. Sanno che non potrebbero in alcun modo corrompere la mia coscienza avendone già avuto prova da tutti i miei “no” posti innanzi alle decine di proposte, giunte in maniera bipartisan, di cariche ben retribuite ed elezioni blindate in seno ai loro partiti.
Le mie riflessioni, rese pubbliche, vogliono essere soltanto un assaggio di ciò che io ed i miei elettori abbiamo in mente per il futuro: opposizione ed informazione. E’ questo quel che faremo, dentro o fuori il palazzo.
Sarebbe stato più conveniente per me tacere, trattando sottobanco l’assegnazione del seggio magari in cambio del mio silenzio o di toni più pacati nei confronti della compagine politica che siede all’ARS. Spero dunque che queste mie riflessioni a voce alta siano una prova iniziale della mia volontà di continuare a restare dalla parte di chi, per questa terra, spera ancora in un futuro di trasparenza nell’azione politica, di giustizia sociale e di legalità concreta e quotidiana.

Commemoriamo Borsellino con l’impegno concreto.

“Siamo felici di prendere parte alle commemorazioni di questi giorni per l’anniversario della morte di Paolo Borsellino” queste le parole di Sonia Alfano del movimento politico degli Amici di Beppe Grillo. “Il modo migliore di commemorare il giudice Borsellino è quello di portare avanti in prima persona la sua azione antimafia. Le sfilate di politici ed alte cariche dello Stato, magari in affari proprio con quei mafiosi tanto osteggiati da Borsellino, sono soltanto oggetti di facciata tanto contraddittori quanto privi di senso. Una seria antimafia è fatta di comportamenti concreti come ad esempio messe in atto da Pino Maniaci, destinatario di un danneggiamento proprio in questi giorni ed attorno al quale ci stringiamo. Sono le persone come Pino e molti altri come lui a dare giusta memoria e riconoscimento a Borsellino e alle altre vittime di mafia e non quei politici, spesso collusi, la cui azione antimafia si esaurisce in sterili sprologhi non supportati dai fatti.

Familiari Vittime di Mafia: Paolo Borsellino va commemorato con la lotta alla mafia

“Il miglior modo di commemorare la memoria di Paolo Borsellino è seguirne l’esempio giorno dopo giorno anche con scelte, prese di posizione e comportamenti impopolari e costosi”. Queste le parole di Sonia Alfano a nome dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia di cui è Presidente. “E’ per questo che ci auguriamo che nelle commemorazioni di questi giorni, alle quali prendiamo parte, non ci sia spazio per la retorica. Paolo Borsellino è uno dei più limpidi eroi dell’antimafia il cui interesse primario era l’affermazione dello stato di diritto tanto da sacrificare la propria vita per questa causa. Ed è per onorare la sua memoria che bisognerebbe lasciare da parte le sterili e generiche dichiarazioni sulla legalità in favore di più costruttive denunce, con nomi e cognomi. L’antimafia vera, quella portata avanti da Paolo Borsellino, è un’antimafia fatta di denunce circostanziate e coraggiose, un’ antimafia che non si piega e non tace davanti al potere, di qualsiasi colore questi sia. Spetta dunque all’antimafia porre i molti esponenti politici che prenderanno parte a questa e ad altre commemorazioni davanti alle proprie responsabilità, qualora ve ne fossero, come già annunciato da Salvatore Borsellino del quale condividiamo le parole espresse in questo senso”.

Familiari Vittime di Mafia: Inopportuna la nomina di Di Pisa

“Sempre il solito CSM, le solite e già vissute manovre a svantaggio di magistrati per bene e la consueta inopportunità delle scelte”. Con queste parole Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia, ha commentato il colpo di scena di questi giorni che ha visto prevalere la nomina di Di Pisa su quella di Alfredo Morvillo alla Procura di Marsala. “La nomina di Di Pisa - ha proseguito Sonia Alfano -, processato per essere stato il principale sospettato per l’invio di quelle oscene lettere d’accusa nei confronti del Giudice Falcone, l’ex presunto “corvo” del Tribunale di Palermo, nonostante sia stato scagionato da ogni accusa è quantomeno inopportuna per una Procura come quella di Marsala. Io davvero non riesco a comprendere come il CSM possa continuare a perpretare simili logiche preferendo ad Alfredo Morvillo, il cui comportamento è stato fino ad oggi impeccabile e meritorio, Di Pisa la cui fama è stata irrimediabilmente danneggiata dalla nota vicenda del “corvo del tribunale di Palermo”. Il territorio trapanese è il punto d’incontro dei maggiori poteri deviati di questa nazione e pertanto sarebbe stato opportuno fare una scelta all’insegna della trasparenza massima nominando un magistrato dai trascorsi limpidi, chiari. La nomina di Alfredo Morvillo sarebbe stato un segnale nei confronti delle logge massoniche e delle associazioni mafiose ed un modo per far sentire la presenza limpida dello stato in quel territorio. So bene che Di Pisa è stato scagionato da tutte le accuse ma so anche che l’ombra sul suo operato, almeno agli occhi dell’opinione pubblica, esiste ancora adesso. Il CSM dopo la proposta di nomina del dott. Antonio Franco Cassata alla guida della Procura Generale della Corte d’Appello di Messina, ci stupisce ancora una volta preferendo al dott. Alfredo Morvillo, che per merito e per opportunità avrebbe dovuto ricoprire l’incarico, un discusso magistrato come il dott. Di Pisa”.

Sonia Alfano: Veltroni sta ingraziandosi i voti della mafia

“Il Segratario del PD la smetta con le sue frasi ad effetto supportate dal nulla”. Queste le affermazioni di Sonia Alfano a proposito dello scandalo per l’arresto del Presidente della Regione Abruzzo. “Il concetto ribadito da Veltroni durante la riunione della dirigenza del PD del “no al voto delle mafie” ha dell’esilarante se si pensa che il suo partito annovera tra le sue fila personaggi del calibro di Mirello Crisafulli, filmato a parlare di appalti con il boss di Enna, e adesso lo stesso del Turco che a quanto scrive il PM sarebbe stato a capo di un sistema di tangenti che coinvolge anche altri componenti del partito. Nè Crisafulli nè Del Turco sono stati espulsi dal partito. E non solo. In occasione delle ultime elezioni politiche un valente componente dell’antimafia come il Senatore Lumia fu estromesso dalle candidature e ripescato in extremis dopo svariate proteste e manifestazioni di sdegno, tra cui la nostra. E mentre Veltroni continua a ripetere il motivetto del “no al voto delle mafie”, ingaggia, in occasione delle ultime elezioni regionali in Sicilia, Salvò Andò, prescritto per voto di scambio con il clan Santapaola e dunque provatamente colpevole ma mai punito, per redigere il programa della candidata PD alla Presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro. Qualora Veltroni nella sua immensa ingenuità o malafede non se ne fosse accorto lo informiamo che in questo modo sta soltanto ingraziandosi i voti della mafia piuttosto che respingerli. Per rispetto nei confronti della nazione abbia quantomeno la decenza di tacere”.

Familiari Vittime di Mafia: Tagliano risorse per la tutela dei familiari dei caduti nella lotta alla mafia.

“Il governo dell’ossessione per la sicurezza taglia 1 miliardo di euro alle forze dell’ordine. Ed oltre al danno la beffa dell’annuncio dell’istituzione di un fondo da 300 milioni euro da sottrarre indebitamente al fondo per le vittime di mafia, da destinare come contentino alle forze dell’ordine così da poter annunciare nei salotti della politica televisiva che “però è stato istituito il fondo”. Lo ha affermato in una nota il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia, Sonia Alfano che ha inoltre aggiunto: “I venditori di paura che da mesi fomentano il senso di insicurezza nazionale per poter varare provvedimenti scellerati, se il taglio alle casse delle forze dell’ordine e la sottrazione dei 300 milioni di euro al fondo delle vittime di mafia sarà approvato, perpreteranno l’ennesima beffa agli eroi uccisi dalla mafia a causa della propria fedeltà allo stato. Attualmente sono in fase di conclusione moltissimi processi civili che attribuiranno gli indennizzi spettanti ai familiari delle vittime innocenti della mafia.

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LA PORTA A PORTA E’ L’UNICA VIA

In questi giorni è in atto una schermaglia sui giornali fra l’ATO CL1 e l’associazione Italia Nostra che, a nostro avviso, poco regala alla città in termini di efficienza e concretezza del servizio dei rifiuti, ma, pur essendo convinti che l’iniziativa del centro di raccolta di C/da Cammarella sia un buon punto di partenza, i dubbi avanzati da parte della sopra citata associazione sono oltre che giusti anche fondati, infatti molte persone da noi interpellate avanzano dei dubbi sulla convenienza in termini economici dell’iniziativa e la cosa rischia di essere un flop, anche se ,torniamo a dirlo, ci sembra lodevole.Siamo convinti che le dichiarazioni di Parenti siano da rivedere, certo il costo per la raccolta porta a porta è esoso perché si prevede di farla partire in concomitanza in tutta la città, ma noi avevamo proposto di spalmare nel tempo il progetto individuando dei quartieri pilota che per caratteristiche geografiche si presterebbero alla cosa come il quartiere di Santa Barbara o il Piano Geraci ovvero il quartiere di San Luca. Nel resto della città avviare una responsabilizzazione dei cittadini attraverso l’assegnazione dei cassonetti ad un insieme di palazzi che diverrebbero di fatto i responsabili di quello che viene conferito all’interno degli stessi.

Per evitare che vengano gettati nei cassonetti rifiuti che non sono della tipologia giusta si chiuderanno a chiave e la stessa verrà data solo agli inquilini dei palazzi che avranno in gestione i cassonetti, a questo punto chi sbaglia paga (tutto ciò avviene a Torino).

Tutto questo deve tendere a portarci verso la raccolta porta a porta, perché solo così potremo usufruire di un servizio capillare e moderno con bollette meno pesanti e soprattutto non ci potrà essere più nessun evasore, perché per la natura del servizio nessuno potrà nascondersi. In definitiva le bollette da pagare saranno più piccole per almeno tre motivi: 1) il riconoscimento economico da parte dei consorzi sulle materie riciclabili (cioè l’Ato venderebbe la nostra differenziata) - 2) minori spese di discarica per la minore mole di rifiuti conferiti - 3) sarebbero stanati gli evasori che in questi anni non hanno pagato grazie al servizio di porta a porta.

Solo con il pericolo della multa i cittadini diverranno consapevoli che la differenziata è l’unica via, la migliore via.

Grilli nisseni

Sulle rive di Morfeo

Morfeo è una figura della mitologia greca, figlio di Ipno e di Notte. Secondo Esiodo i sogni erano figli della notte e Morfeo, nelle sue apparizioni notturne, prendeva le forme delle persone o delle cose sognate. Egli quando inviava sogni popolati da forme umane portava sempre con sé un mazzo di papaveri con cui, sfiorando le palpebre dei dormienti, donava loro realistiche illusioni..
Morfeo era raffigurato con grandi ali che battevano senza far rumore
Fin qui credo tutto normale, è tutto tratto da Wikipedia e non mi pare di aver letto né insulti né chissà quali offese. Anzi vorrei, per la prima volta, che Morfeo colpisse anche me; di più vorrei anche io essere Morfeo. Vorrei esserlo per non rendermi conto di tutto quello che accade in Italia e per non chiedermi, di conseguenza cosa devo fare. Non voglio difendere Beppe Grillo, perché non ne ha bisogno e francamente non capisco cosa ci sia da difendere considerato che non lo si può accusare di nulla. Ha detto che Napolitano- Morfeo ha firmato delle cose che né Ciampi né Pertini avrebbero mai firmato. Sottoscrivo con il sangue questo pensiero. Il Capo dello Stato dovrebbe essere garante dei cittadini, super partes in tutti i casi, e sempre dalla parte del popolo. Ho già ribadito più volte il mio rispetto per le istituzioni, il che non significa che chiunque ricopra una carica istituzionale possa ritenersi libero di fare ciò che vuole. Credo che Napolitano stia ignorando il vero problema del nostro paese, e cioè l’emergenza democratica. Ho atteso per qualche giorno che si esprimesse sul 41 bis e invece come sempre c’è il suo assordante silenzio. Ha taciuto quando i familiari delle vittime della mafia si sono incatenati per 22 giorni davanti la Prefettura di Palermo per protestare contro uno Stato assente e colpevole di risvegliare accuratamente un dolore devastante. Ha taciuto quando il Presidente della Regione Siciliana, Cuffaro, è stato condannato per favoreggiamento semplice ai mafiosi. Ha dovuto protestare la società civile per indurre lo stesso Cuffaro alle dimissioni. Ha taciuto quando Contrada ha chiesto la grazia. Ha taciuto quando le più alte cariche dello stato sono state occupate da prescritti, condannati e amici di mafiosi, come Berlusconi, Schifani e altri. Ha taciuto quando Berlusconi ha minacciato il popolo italiano in cambio della norma salvaprocessi e del lodo schifalfano. Ha taciuto quando i magistrati sono stati accusati da Berlusconi di essere una metastasi, e potrei continuare ad elencare i suoi silenzi. A Questo punto mi chiedo se sia peggio il suo silenzio o pensare che sia stato colto spesso da crisi di sonnolenza. Sicuramente la seconda ipotesi lo aiuta agli occhi dell’opinione pubblica e probabilmente dovrebbe anzi ringraziare Grillo per averlo giustificato. Ricordo che alle scuole medie il mio insegnante di religione spesso in classe si addormentava e un giorno uno dei miei compagni di classe litigarono e volò qualche schiaffo. Il consiglio di classe giustificò il tutto dicendo che il Professore assumeva dei farmaci che inducevano alla sonnolenza.

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Sonia Alfano: sarò in piazza l’8 luglio

“Parteciperò alla manifestazione dell’ 8 luglio a Roma”. Lo ha affermato in una nota Sonia Alfano che ha anche aggiunto: “Partecipo in veste di cittadina preoccupata per il futuro della democrazia del proprio paese. Manifestare a Roma non è per me solo un dovere ma il soddisfacimento dell’ esigenza di portare all’attenzione dei cittadini lo squilibrio dei poteri democratici, attuato in questi anni tanto da governi di centro destra quanto da quelli di centro sinistra, che ha fatto in modo che allo stato attuale l’Italia non abbia un vero e proprio sistema democratico ma un sempre meno velato regime. La stampa e la magistratura, organi di controllo in un sano sistema democratico, hanno ormai perso la propria indipendenza dal potere politico, perdendo la propria funzione di controllo a garanzia della democrazia. I decreti varati o in procinto di esserlo, dal governo berlusconi, continuano ad andare nella direzione di uno squilibrio tra i poteri mettendo a repentaglio lo stato di diritto. Per questo l’8 luglio sarò, ancora una volta, presente a Roma al fianco dei cittadini onesti, della democrazia e della mia nazione”.

Sostegno a Di Pietro; inopportuno nominare Cassata

Queste le parole di Sonia Alfano in merito alla discussa proposta della quinta commissione del CSM di nominare a Capo della Procura Generale della Corte d’Appello di Messina il dott. Antonio Franco Cassata:
“Vorrei esprimere profondo apprezzamento per l’impegno manifestato dall’ Onorevole Antonio Di Pietro nel sollevare, tramite un interrogazione presentata alla Camera, la questione sull’opportunità della promozione del dott. Antonio Franco Cassata a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina. E’ sconvolgente che la quinta sezione del CSM abbia voluto proporre per quella carica la nomina di un magistrato la cui condotta deontologica è stata alquanto insoddisfacente seppur, nelle diverse occasioni in cui sono state svolte indagini disciplinari sul suo conto, non sia mai stato rilevato alcun reato penalmente rilevante. Il punto della questione è, come dice lo stesso Di Pietro, di “opportunità”. Non si comprende il perchè il CSM abbia deciso di proporre la nomina di un magistrato che, per sua stessa ammissione, era “il principale animatore” del circolo “Corda Fratres”, che annoverava tra i suoi iscritti componenti della massoneria e della mafia. Un magistrato che si è intrattenuto sulla pubblica piazza con la moglie del capomafia di Barcellona Pozzo di Gotto, allora latitante. Un magistrato che è stato protagonista di tante e tante vicende deontologicamente e moralmente assai discutibili, seppur non penalmente rilevanti.

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Sonia Alfano: Vicina alla comunità di Alberobello

Sono molto affezzionata alla comunità di Alberobello. Ho imparato a conoscere la vostra comunità poichè mio marito è alberobellese ed in virtù dell’ affetto nei confronti della vostra terra e della vostra gente abbiamo deciso di battezzare nostra figlia nella Parrocchia di Sant’Antonio di Alberobello. E’ dunque con sentito trasporto, e non in virtù di consuetudini di buona educazione, di atti di retorica o del mio ruolo politico, che mi stringo al dolore delle famiglie delle vittime e dei feriti del recente incidente stradale ed a quello della comunità di Alberobello. Vogliano le famiglie ed i cittadini alberobellesi accettare le mie più sentite condoglianze e la mia vicinanza in un momento che so essere di grande ed inconsolabile disperazione.
Con sentito affetto,
Sonia Alfano

Interpellanza su A. F. Cassata

Interpellanza di Antonio Di Pietro su Antonio Franco Cassata

video

Dal blog di Di Pietro:

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Comitato idonei Agenzia delle Entrare

Sono arrivate diverse mail all’indirizzo info[@]soniapresidente.net che trattavano lo stesso problema, ve ne giriamo per rendervi partecipi della situazione:

Cara Sonia,

Le scrivo in qualità di idoneo alla procedura concorsuale dell’Agenzia delle Entrate da assumere presso l’Agenzia delle Dogane come previsto dalle disposizioni normative (Legge Finanziaria 2008, art. 1 comma 345 e 346).

In particolare, le già avviate assunzioni stanno ricevendo una brusca frenata in seguito al D.L. Tremonti (art. 74) pubblicato nella G.U. del 26/06/2008 con il quale di fatto si impediscono le suddette assunzioni. Premetto che le stesse, erano in procinto di partire, così come pubblicamente annunciato poco prima del D.L. attraverso appositi comunicati stampa della stessa Agenzia delle Dogane e di vari sindacati prevedendo altresì un piano di assorbimento dell’intera graduatoria.

Inoltre, si ritiene che nel rispetto dell’esenzione prevista dallo stesso D.L. Tremonti ovvero di escludere le procedure selettive in corso, la nostra assunzione rientri in tale fattispecie dal momento che attiene alla fase terminale di una procedura concorsuale.

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Siamo pronti!

dal blog di Beppe Grillo:

Il 25 luglio ci sarà la Gita su Roma. Il percorso si snoderà attraverso le sedi dei partiti espropriatori di democrazia. Le vie della capitale sorde e grigie ridotte a un bivacco di manipoli dallo psiconano si riempiranno di colori. Via della Scrofa (AN), via dell’Umiltà (PDL), Piazza Sant’Antanastasia (PDmenoelle), Via Due Macelli (UDC), uno spettacolo.
Chi partecipa alla Gita dovrà farlo a piedi o con mezzi non motorizzati.
Durante la Gita saranno distribuiti alla popolazione di Roma volantini contenenti tutte le porcate sulla Giustizia approvate dal Gran Consiglio (l’ex Consiglio dei ministri) dello psiconano e i suoi effetti catastrofici sulla sicurezza degli italiani.
Il 25 luglio 1943 il Duce fu licenziato dal Gran Consiglio e in seguito arrestato. E’ un giorno speciale. Una ricorrenza che porta bene.

ZTL Palermo

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Lunedì 23 giugno abbiamo incontrato i tecnici Ato CL1 capitanati dal vice presidente Salvatore Parenti e dall’assessore Licari. Abbiamo potuto finalmente prendere visione delle strategie che si vogliono intraprendere nel breve periodo e dobbiamo dire che, a meno di sconvolgimenti dell’ultimo minuto, sembra che le cose vadano nella giusta direzione. La recente approvazione durante il consiglio comunale del 30 maggio del nuovo regolamento per la tassa sui rifiuti è un passo significativo verso una nuova cultura della raccolta differenziata e sulla base del calcolo €/Kg si prevedono degli sgravi consistenti per tutti i cittadini che potranno risparmiare sulla bolletta fino a 50-60 €, mediamente, se porteranno la loro raccolta differenziata direttamente all’isola ecologica in contrada Cammarella (San Luca), inoltre incentivi anche per chi ha un’attività commerciale che potrà usufruire del servizio comunale con uno sconto del 20% subito e un ulteriore 20% se verrà conferita la differenziata. Ultima nota sarà la compostiera domestica per chi abita in campagna che potrà essere richiesta gratuitamente e darà diritto ad uno sconto del 20%. Novità importanti e significative anche alla luce delle recenti bollette che non sono certo quelle dello scorso anno e che in chiave dei suddetti sgravi possono ulteriormente scendere.

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IL TAR ANNULLA LE ZTL A PALERMO

“Sono alquanto soddisfatta per la sentenza del TAR che annulla il provvedimento ZTL approvato dal sindaco Diego Cammarata”. Lo afferma in una nota Sonia Alfano del movimento politico degli “Amici di Beppe Grillo”. “Insieme ad una nutrita compagine della società civile - ha proseguito - abbiamo messo in atto molteplici azioni per combattere il provvedimento sulle ZTL che a nulla sarebbe servito se non a rimpinguare le casse comunali ormai al dissesto attingendo risorse ingiustificate dalle tasche dei cittadini palermitani. Abbiamo promosso la prima manifestazione contro le ZTL, appoggiato il ricorso al TAR e la mozione presentata da Spallitta - Monastra nella quale si chiedeva la revoca del provvedimento per le decine di illeggittimità riscontrate e confermate anche dal TAR. Anche in questo caso, mantenendo una coerenza invidiabile, l’opposizione ufficiale alla maggioranza, ovvero il gruppo consiliare del PD, ha totalmente abbandonato i cittadini disertando la seduta nella quale si sarebbe dovuto discutere del provvedimento non permettendo cosi il raggiungimento del numero legale. L’Amministrazione comunale, alla luce della lunga lista di insuccessi, dovrebbe riflettere sull’opportunità di perseverare nel proseguire questa avventura politica costellata di insuccessi, dissesto delle casse comunali al punto da non poter più garantire il cibo ai bambini ospitati nelle case famiglia, inefficenza dei servizi ed una scarsissima qualità della vita dei palermitani. Ringraziamo quanti, insieme a noi, si sono battuti in difesa della cittadinanza attaccata e sfiancata da un amministrazione comunale i cui frutti, sono oggi più che mai, sotto gli occhi di tutti”

Addio, quindi, ZTL

Sull’assegnazione del seggio vacante all’ARS va seguita tassativamente la legge elettorale.

“Resto a dir poco basita nel leggere dell’appello in favore di Rita Borsellino riportato oggi da Repubblica Palermo”.
Questo il commento di Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione Siciliana alle scorse elezioni, in merito all’appello a firma di Simona Mafai, responsabile del comitato pro Veltroni alle scorse primarie. “Si chiede ai deputati dell’ARS - prosegue Sonia Alfano - di assegnare il seggio lasciato vacante da Anna Finocchiaro a Rita Borsellino sulla base di motivazioni che nulla hanno a che fare con il diritto. Chiedere di assegnare il seggio a Rita Borsellino, che non è, come prescrive tassativamente la legge per l’assegnazione di quel seggio, un “candidato presidente”, significa chiedere di concedere una deroga al principio di legalità che dovrebbe ispirare l’azione di tutti. La signora Mafai, con motivazioni che ingorano totalmente la legge poichè, non mi stancherò mai di ripeterlo, il seggio va assegnato al “candidato presidente miglior sfidante del vincitore”, cosa che la Borsellino non è, chiede l’assegnazione del seggio di capo dell’opposizione per la Borsellino giustificandolo con una sorta di riequilibrio delle quote rosa in un Parlamento dove la presenza femminile è pressocchè assente. Insomma i deputati PD presenti nella Commissione Verifica Poteri dell’Ars dovrebbero assegnare quel seggio non seguendo la legge ma perchè la Borsellino è una donna, cosa che, se la signora Maffei non l’avesse notato, sono anch’io. Ciò che più mi lascia a bocca aperta è leggere un appello nel quale si scrive “al di là delle complesse questioni giuridiche ritengo che politicamente…”. Se non sbaglio nè la Costituzione Italiana nè nessun altra legge dello Stato o della regione contempla la possibilità di “tralasciare le questioni giuridiche”. Ma in Sicilia esiste qualcuno che invita dei deputati di un parlamento democratico a lasciar perdere il diritto in virtù di altri principi come “l’essere donna”.

Gli insabbiati


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Le foto della presentazione

No agli errori del CSM

FIRMA LA PETIZIONE

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha proposto all’unanimità la nomina a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina del dott. Antonio Franco Cassata. Il magistrato in questione è stato protagonista di contatti con esponenti della mafia barcellonese e di azioni che hanno deviato il corretto andamento di vicende giudiziarie:
Ha intrattenuto un colloquio a titolo personale con la moglie del boss Gullotti, allora latitante e mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano.
Ha effettuato pressioni nei confronti dei componenti dell’Arma dei Carabinieri che lo avevano sorpreso a parlare con la moglie del capo mafia, affinché la relazione di servizio stilata da due carabinieri venisse soppressa.
E’ stato presidente e principale animatore del circolo “Corda Fratres” che contava tra i suoi iscritti appartenenti alla massoneria e alla mafia come il boss Giuseppe Gullotti, oltre che ad un personaggio come Rosario Cattafi che per i suoi rapporti con esponenti di vertice di Cosa Nostra è stato indagato e poi archiviato nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
In un intercettazione telefonica Cassata suggerisce al suo interlocutore di intimidire una denunciante.
Ha esercitato pressioni su un suo collega al fine di intervenire su un procedimento penale a carico di un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto per permetterne l’elezione a vicepresidente dello stesso consiglio.
E’ stato l’accompagnatore, durante un viaggio in macchina a Milano, del boss Giuseppe Chiofalo.
Il CSM ha più volte ascoltato Cassata sorvolando su fatti e circostanze comprovate. Il magistrato è rimasto al proprio posto ed oggi la quinta commissione del CSM, all’unanimità, ne propone la nomina alla guida della Procura Generale della Corte di appello di Messina.
Firmiamo per fermare la nomina di Cassata.

Presentazione de “Gli insabbiati”

L’ Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia è lieta di invitarvi alla presentazione del libro di Luciano Mirone;

GLI INSABBIATI

Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall?indifferenza

(II Edizione ampiamente aggiornata)

Ne discutono insieme all’autore:

Lirio Abbate - giornalista Ansa
Sonia Alfano - figlia del giornalista Beppe Alfano
Enrico Bellavia - giornalista de La Repubblica
Massimo Francese - figlio del giornalista Mario Francese
Tano Gullo - giornalista de La Repubblica
Giovanni Impastato - fratello del giornalista Giuseppe Impastato
Antonio Ingroia - magistrato

Sabato 21 Giugno 2008 - Ore 18,00 - Villa Niscemi - Palermo

saranno presenti

Claudio Gioè - protagonista de “Il capo dei capi”

Alessio Vassallo - attore de “La vita rubata”

I Grilli Nisseni sulle tracce di Caltaqua

I Grilli Nisseni approfondiranno lo studio sulle vicende che stanno riguardando la città di Caltanissetta relativamente alle bollette errate emesse da Caltaqua . Nei giorni scorsi in una nota sui giornali la società spagnola ammetteva l’errore e accennava alla possibilità di rimediarvi mediante conguaglio nelle bollette del secondo trimestre.”In un articolo del 4 giugno - dice Cancelleri - viene ammesso lo sbaglio nel calcolo del periodo bollettato e viene fatto sapere che <<gli errori commessi sono stati accertati d’ufficio e sempre d’ufficio sarà fatto il conguaglio con le bollette del secondo trimestre 2008>>. Ci teniamo a sottolineare che staremo ben attenti alla vicenda e ci faremo promotori di una mobilitazione cittadina allorché non vengano rispettate le promesse di conguaglio, per evitare che a rimetterci siano, al solito, i cittadini”.

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Comizio di Sgarbi: l’aggressione


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Aggiornamento: Sgarbi al ballottaggio

Solidarietà ad A. Monteleone


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Sonia Alfano: Aggrediti al comizio del pregiudicato Vittorio Sgarbi.

Ieri, 13 giugno, una delegazione degli Amici di Beppe Grillo è stata presente al comizio di chiusura di Vittorio Sgarbi, candidato sindaco per le elezioni comunali di Salemi, in provincia di Trapani. “Ci siamo avvicinati al candidato sindaco per porre qualche domanda”, ha affermato Sonia Alfano. “Volevamo che ci dicesse quanti giorni avrebbe passato a Salemi, in caso di elezione e se ritenesse giusto che un pregiudicato come lui, condannato per aver diffamato alcuni componenti del poll antimafia di Palermo, tra cui Giancarlo Caselli, facesse parte delle istituzioni. Per tutta risposta - ha proseguito Sonia Alfano - siamo stati strattonati, aggrediti ed allontanati da alcuni sgherri presenti sotto al palco. Le forze dell’ordine da noi invitate ad intervenire si sono limitate a mantenere l’ordine lasciando i nostri aggressori totalmente impuniti. In compenso noi siamo stati tutti identificati per aver commesso il grave reato di distribuire materiale informativo e porre gentilmente qualche domanda. Sgarbi, dopo essere risalito sul palco, ha nuovamente aggredito verbalmente Giancarlo Caselli. In realtà come quelle di Salemi, una provincia ad altissima densità mafiosa, in cui interessi di mafia e massoneria sono ben presenti e radicati, un futuro sindaco come Vittorio Sgarbi, pregiudicato proprio per aver sapientemente diffamato chi ha dedicato la propria vita a combattere la mafia, è quanto di più deleterio ci possa essere. E come se tutto ciò non fosse abbastanza umiliante per le istituzioni, Sgarbi invece di occuparsi di lotta alla mafia in un territorio dov’è ben presente, ha preferito distribuire “gongoli”, tramite Patrik del grande fratello, e lasciare la parola a soubrette e vip. Tutto ciò è umiliante per gli abitanti di Salemi, per chi ha dedicato e dedica la propria vita a combattere la mafia nella provincia feudo di Matteo Messina Denaro e per quanti hanno perso la vita schiacciati dai poteri forti.
Poiché tutto è stato filmato - ha concluso Sonia Alfano - ci riserviamo di agire contro chiunque abbia responsabilità in merito all’aggressione da noi subita ieri sera”.

Ci chiamano mafia

Berlusconi ha vinto le ultime elezioni cavalcando l’onda della sicurezza. I giornali e le tv hanno bombardato le nostre menti con servizi e articoli a sfondo razziale per spostare l’opinione pubblica dai problemi reali a quelli che, diciamocela tutta, lo sono meno. Conflitto di interessi, inceneritori, centrali nucleari, finanziamento pubblico all’Alitalia, rigassificatori, intercettazioni, gare d’appalto truccate, voto di scambio. Il problema è il Rom, non la mafia o l’ambiente. Il mafioso è un eroe, il rom da bruciare vivo all’interno della sua baracca. Qualche settimana addietro, in tempo di roghi ai campi nomadi, chiesi ad una amica quale fosse il vero problema dell’Italia in quel momento e la risposta mi ha sorpreso:
“La sicurezza. I Rom che derubano e sequestrano i bambini”.
Io sconosco la realtà del nord Italia ma a Palermo, la mia città, non si è mai verificato nessun problema reale con la comunità Rom. Loro vivono ai margini della società in un mondo a parte e a volte chiedono l’elemosina o lavano i vetri ai semafori ma mai si sono macchiati di reati gravi. A Palermo abbiamo la mafia, l’emergenza rifiuti (la scorsa notte altri cassonetti dati alle fiamme) e tanti altri problemi, ma di certo non quello dei Rom. Pregiudizi e paura del diverso, è questo il problema reale. L’italiano all’estero è “il mafioso” o “mafia”.
Non ci chiamano per nome, ci chiamano mafia.
Pregiudizi e paura del diverso?
I calabresi mafiosi in Germania hanno trasformato una città in un poligono di tiro. Il 5 Giugno una ragazzina marocchina di 13 anni è stata stuprata ed è rimasta incinta da un italiano di Milano. Oggi una coppia trentenne di Verona è stata arrestata perchè ha bruciato vivo un Romeno per incassare una assicurazione. Nei paesi del terzo mondo gli unici vecchi bavosi che in vacanza “coccolano” bimbe tra gli otto e i quattordici anni sono Italiani.Ma il problema sono loro, non di certo noi.
Noi siamo italiani.

Pampero

Sicilia, i politici sbagliano e i cittadini pagano. Le ATO.


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dal blog di 500 firme

Troppe tasse, troppi costi, troppe assunzioni. E la Corte dei Conti boccia le ATO.
Politica, clientelismo e soldi pubblici ancora una volta si sono dimostrati un trinomio devastante, in grado di produrre buchi di bilancio spaventosi ed inefficienze tali da trasformare in ordinario lo straordinario, in difficoltà l’emergenza, in priorità l’allarme.

Ma andiamo per ordine.
Una sola azienda che si occupi della raccolta dei rifiuti in più comuni non può che convenire. Una società esterna per una decina di comuni comporta l’aumento dell’utenza e la diminuzione dei costi.
Bene, ecco l’ATO: Ambito Territoriale Ottimale.
Ottimale si fa per dire. Infatti in pochi anni, tra stipendi per gli amministratori, viaggi di rappresentanza, consulenze esterne e miriadi di assunzioni dispensate dai politici agli amici degli amici, il sistema implode.
Addirittura alcune ATO siciliane sono state anni senza lavorare, producendo cumuli di rifiuti sulle strade e montagne di debiti sui bilanci.

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Filo diretto con Napoli

Ci siamo messi in contatto con il MeetUp di Napoli per avere notizie continue e dirette sulla situazione che attanaglia la loro città.

Chiunque volesse aggiornarsi sulla triste realtà di Chiaiano si può collegare al sito: www.chiaianodiscarica.it dove è possibile vedere le immagini in diretta sulla web-tv alle 10.00 a 12.00 e alle 21.00 o ascoltarle dal sito www.radiolina.info

MAFIA E STATO

Riporto alcuni passaggi di uno straordinario articolo firmato da Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola dal titolo “L’infiltrato speciale” tratto da “la voce delle voci” in edicola dal 6 giugno (www.lavocedellevoci.it). L’obiettivo è quello di far conoscere a tanti i retroscena politici come l’ultimo arruolamento di Renato Farina, alias Betulla, la capacità di infiltrazione dei poteri forti all’interno delle associazioni antimafia, il siparietto della mancata perquisizione al covo di Riina, a Palermo in via Bernini, e le cui responsabilità vanno addebitate al Generali Mori e ad una parte delle istituzioni . Vengono affrontate le varie deposizioni di diversi pentiti che definiscono la mancata perquisizione come una “mossa studiata a tavolino”.

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Chiaiano vista da qui

Dopo aver visto ieri sera Annozero e le estenuanti performance di Frattini sui codici dei rifiuti che potranno andare in discarica comincio ad avere qualche certezza in più sulla situazione dei rifiuti. E devo dire che per un attimo ho pensato di non essere l’unica pazza convinta di vivere sotto regime dittatoriale. Quando ho sentito esprimere questo concetto ad uno dei giovani in collegamento da Chiaiano, mi sono sentita legata a lui da un filo di pura e sana “follia”. Eppure da Napoli qualcuno mi dice che a Chiaiano la gente non si lamenta per la discarica, mi si dice che il blocco è costituito da gente pagata dalla camorra che non vuole la discarica perché in quella zona il clan nuvoletta avrebbe fatto degli investimenti immobiliari che rischiano, con la discarica vicino, la svalutazione. E davanti alle mie perplessità mi è stato persino detto che i commercianti e gli abitanti di Chiaiano si lamentano con le forze dell’ordine perché chiedono loro che si faccia qualcosa per togliere il blocco.

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Che bella fiction-reality

E bravi, ci risiamo!
Bravi, veramente molto bravi tutti gli attori!
Berlusconi è imbattibile, nessun premio oscar potrebbe rendergli giustizia ( forse proprio questo paragone rischierebbe di offenderlo, ma nessuna malizia, giuro!). Mastella ha provato ad imitarlo, ma niente da fare.
Maroni ha superato se stesso nell’interpretazione a Pontida, quando ha assicurato ai cittadini leghisti che non un passo indietro sarà fatto sul tema della sicurezza. Grande maestro nel tentativo, pare stia andando a buon fine, di far diventare il nostro un paese di razzisti. Superlativo quando ha consigliato a tutte le scuole di adottare come libro di testo il libro di Francesco Forgione (sic) sulla ‘ndrangheta perché descrive una realtà sconosciuta ma ben presente. E fino a ieri dove sono stati entrambi?

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Riflessioni a voce alta…

Prima di iniziare chiedo scusa a tutte le persone che quotidianamente hanno visitato il sito e non hanno trovato post aggiornati, ma questo è stato e continua ad esserlo un momento molto particolare e poco chiaro. Dopo aver assistito alla sceneggiata dell’insediamento del nuovo governo siciliano ovviamente ci mancava la scena madre messa in atto dalla sig.ra Finocchiaro scesa dall’alto del suo trono di Palazzo Madama per ricordare a tutti quanto rispetto abbia lei per le Istituzioni, al punto da presenziare alla prima seduta dell’Assemblea, votare il Presidente dell’ARS e poi tornare a volare alto e respirare l’aria capitolina. Certo non si può dimenticare durante la campagna elettorale in Sicilia il suo viso stravolto e cupo ripreso dalle telecamere; cozza con lo sguardo solare e languido che le stesse telecamere ci propinano quasi giornalmente quando lei si lascia “catturare” con relativo codazzo per dispensare il suo sapere. Sembra quasi uscita da un incubo, ma questa è solo una cattiva insinuazione. Nessuno infatti penserebbe che la senatrice non aveva nessuna intenzione di candidarsi alla Presidenza della Regione e una volta obbligata a farlo da Uolter, ha fatto di tutto pur di non vincere.

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Selinunte, una montagna di melma


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Dal sito del meetup di Castelvetrano

Alghe, melma, cattivi odori.
A fine maggio, la protagonista principale della piazza del porto è una montagna di melma nera farcita di immondizia che domina la spiaggia di fianco al molo.
I lavori di ripulitura, iniziati qualche giorno fa, proseguiranno almeno fino al 20 luglio.
A seconda del vento, l’odore di alghe putrefatte arriva fino al parco archeologico.

Pensarci prima?

Dall’aprile dello scorso anno il comune ha speso più di 142mila euro, intervenendo con una puntualità svizzera nel fare arrivare le ruspe insieme ai turisti.

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Sonia Alfano deposita memoria all’ARS

E’ stata depositata oggi, presso l’Assemblea Regionale Siciliana, la memoria di Sonia Alfano, redatta dal professore e avvocato del Foro di Palermo, Gaetano Armao. La memoria contiene l’interpretazione della legge elettorale siciliana in merito all’assegnazione del seggio rimasto vacante dopo le dimissioni del capo dell’opposizione Anna Finocchiaro.
“Appare di tutta evidenza - si legge nella memoria - che il legislatore abbia voluto riservare l’assegnazione del seggio in questione, non ad uno qualsiasi dei candidati inseriti nella lista che ha ottenuto una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata, ma soltanto al seggio che riveste la figura di “capolista”. Con la conseguenza che - si legge ancora nella memoria - laddove il capolista della seconda lista per voti rinunci alla carica di deputato regionale la stessa deve essere attribuita al capolista della lista che segue per numero di voti. Si tratta infatti di un’investitura che avviene non per elezione ma di diritto e che quindi è correlata solo alla posizione di capolista con la precipua finalità di garantire la presenza in Assemblea Regionale del candidato alla Presidenza della Regione rimasto sconfitto dal confronto elettorale. Tuttavia laddove tale soggetto decidesse di sottrarsi al dovere di rappresentare nel Parlamento Regionale, tale volontà non potrebbe in alcun modo determinare la trasmissione della posizione giuridica se non in capo ad altro capolista risultato sconfitto - come nel caso di Sonia Alfano - e pertanto quello che ha ottenuto un numero immediatamente inferiore di suffragi nella elezione come candidato alla Presidenza della Regione“.

Passaparola: Balle spaziali


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Mozione ZTL Palermo, raddoppio addizionale IRPEF e il consiglio comunale

Siamo stati presenti lunedì 26 maggio al consiglio comunale di Palermo per la discussione della mozione Spallitta-Monastra.

La mozione non è stata neanche discussa; i consiglieri erano presi da altro.

Lo show a cui abbiamo assistito è stato esilarante. I consiglieri hanno riempito l’aula solo a mezzanotte, quando avevano intenzione di votare il raddoppio dell’addizionale IRPEF, punto dell’ordine del giorno del consiglio di martedì 27 maggio.

Non avevano però fatto i conti con: le dimissioni della Siragusa, l’opposizione dell’opposizione e la presenza di noi cittadini in aula, elementi che hanno costretto a sospendere la seduta e a non raggiungere il numero legale quando è stato rifatto l’appello.

Per una volta hanno vinto i cittadini!

I giornali scriveranno altro, ma si sa, quando non si è presenti è difficile fare vera informazione.

Il capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro si e’ dimessa da deputato regionale.

Il capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro si e’ dimessa da deputato dell’Assemblea regionale siciliana e adesso si apre lo scontro sul suo successore. Ieri e’ arrivata sul tavolo del neo Presidente dell’Ars, Francesco Cascio la comunicazione ufficiale della decisione di Anna Finocchiaro e gia’ nelcorso della prossima seduta, prevista per mercoledi’ prossimo, potrebbe ufficializzare le dimissioni. A contendere il seggio lasciato vacante dalla Finocchiaro non sono pochi.A partire da Rita Borsellino, che ha gia’ presentato una memoriain cui chiede la poltrona lasciata vuota. Ma c’e’ anche Bernardo Mattarella, primo dei non eletti a Palermo e Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della regione con gli ‘Amici di Beppe Grillo’. La decisione definitiva spetta adesso alla Commissione verifica poteri dell’Ars che si insediera’ sempre mercoledi’.

Fonte: ansa

Benny Calasanzio intervista Sonia Alfano

26 Maggio 2008
20:30

In diretta sul canale www.mogulus.com/bennycalasanzio del blog di Benny Calasanzio alle ore 20.30.

Buona visione.

ZTL Palermo: consiglio comunale 26 maggio h 19

26 Maggio 2008
19:00

Lo scorso 23 maggio una delegazione degli organizzatori della manifestazione contro le ZTL si è presentata in Municipio, come da invito dello stesso presidente Campagna avvenuto il lunedi 19, per essere ricevuta.Nonostante svariate ore di attesa, alla fine il gruppo non è stato ricevuto dai consiglieri (tralasciamo di sottolineare la totale mancanza di rispetto nei nostri confronti, purtroppo non ci stupisce!).

L’unica informazione che si è riusciti ad ottenere è che il prossimo lunedi 26 maggio l’argomento ZTL sarà trattato durante la seduta del Consiglio Comunale, con lettura della mozione Spallitta-Monastra. La mozione con molta probabilità non sarà però messa ai voti lo stesso giorno. Sarà la prima volta in assoluto che il Consiglio affronterà tale argomento, visto che tutte le “manovre” e le decisioni del caso sono state finora gestite dal sindaco Cammarata e dalla sua Giunta.

Dove sono stati i Consiglieri finora? Senza la nostra spinta non si sarebbe mai approdati alla discussione in aula?

Noi saremo lì a monitorare sui nostri dipendenti, anche perché poche ore prima del Consiglio (lunedi pomeriggio) abbiamo scoperto che i consiglieri riceveranno Conf-commercio e i rappresentanti dei commercianti… Avverranno degli accordi alle nostre spalle? Perché i commercianti saranno ricevuti e i cittadini no?

Appuntamento per tutti, quindi, lunedi 26 maggio alle ore 19.00 a piazza Pretoria per seguire il Consiglio Comunale.

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MANIFESTAZIONE CONTRO PROVVEDIMENTO ZTL PALERMO

Una delegazione del comitato promotore della manifestazione contro il provvedimento ZTL del Comune di Palermo, formato dagli “Amici di Beppe Grillo”, “Diritti Verso”, “Comitato I Cretini”, “Un’Altra Storia” e dal “Sindacato Alba” è stata oggi ricevuta dal Presidente del Consiglio Comunale, Campagna. Dopo le rimostranze avanzate dalla delegazione dei manifestanti che si sono battuti contro il provvedimento ZTL proponendone l’abolizione in favore di un piano traffico che riduca l’inquinamento, crei isole pedonali, potenzi e renda efficenti i mezzi pubblici, senza per questo imporre ai palermitani un nuovo balzello, il Presidente del Consiglio Comunale ha annunciato che il prossimo venerdì 23 maggio sarà discussa l’ipotesi di mettere all’ordine del giorno la discussione sulla mozione contro il provvedimento ZTL, presentata da Nadia Spallitta ed Antonella Monastra, in Consiglio Comunale. Discussione che, fin ora, non è stata mai affrontata dal Consiglio nè riguardo la mozione presentata dal gruppo consiliare Un’Altra Storia nè riguardo lo stesso provvedimento ZTL

Manifestazione contro provvedimento ZTL del Comune di Palermo

Si svolgerà lunedì 19, partenza ore 10.30 dal Teatro Massimo, la manifestazione organizzata dagli “Amici di Beppe Grillo”, Diritti Verso”, “Comitato I Cretini”, “UnAltraStoria”, “Sindacato Alba”, alla quale prenderanno parte numerose associazioni cittadine tra le quali “Bispensiero”, per chiedere l’abolizione del provvedimento ZTL del Comune di Palermo. Il corteo, partito da Piazza Verdi, attraverserà la Via Maqueda giungendo fino a P.zza Pretoria.
Verrà inoltre attivata una raccolta firme tramite la quale si farà richiesta al Consiglio Comunale di abolire il provvedimento ZTL e di ritornare alla circolazione mediante il sistema delle targhe alterne, fino a quando non verrà studiata una migliore soluzione per ridurre l’inquinamento nel centro storico, potenziare e rendere efficienti i mezzi pubblici e migliorare la qualità di vita dei palermitani.
Inoltre, il comitato promotore, appoggia e condivide la mozione presentata il giorno 13 maggio dai consiglieri comunali Nadia Spallitta ed Antonella Monastra, tramite la quale si mettono in luce le molteplici illeggittimità del provvedimento e si chiede che il Consiglio Comunale, mai riunito per discutere del provvedimento, venga chiamato ad esprimersi. Il ricorso presentato al Tar da circa duecento cittadini e sul quale, il Tribunale Amministrativo, si esprimerà il 23 maggio è appoggiato e condiviso da tutto il comitato promotore della corteo. Al termine della manifestazione una delegazione del comitato promotore chiederà d’essere ricevuta alla casa comunale di Piazza Pretoria.La cittadinanza e le associazioni cittadine che condividano la protesta sono invitate a prendere parte al corteo.

Sonia Alfano: Trovati riscontri archivio Lombardo

Sonia Alfano, leader del movimento politico Amici di Beppe Grillo, che nei giorni scorsi ha indetto una conferenza per informare stampa e cittadini su un file trovato in rete contenente centinaia di raccomandazioni e segnalazioni, ha affermato: “Domattina presenterò un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo con il quale chiederò formalmente che si indaghi e si cerchino riscontri sui nomi, le segnalazioni ed i concorsi ai quali si fa riferimento nel file trovato in rete che organi di stampa hanno ricondotto alla segreteria politica di Raffaele Lombardo. Ho infatti personalmente riscontrato che una delle persone segnalate nel file per un concorso ospedaliero si è poi di fatto aggiudicata la vittoria del concorso. Chiederò dunque agli organi competenti di far luce su questo episodio e sulle altre centinaia di segnalazioni, nomi, riferimenti, concorsi e appalti contenuti nel file.”

A quanto pare non è difficile trovare il file

Sonia Alfano: Manifestazione contro provvedimento ZTL

Gli Amici di Beppe Grillo insieme a Diritti Verso ed al sindacato Alba organizzano una manifestazione contro le ZTL ed annunciano la presentazione di un documento congiunto da presentare al Comune di Palermo, redatto dal comitato promotore e da tutti i cittadini e le associazioni palermitane che condividano la protesta.
La manifestazione sarà apartitica e potranno prenderne parte tutti i singoli cittadini e le associazioni cittadine che da tempo si battono per tutelare i diritti e gli interessi dei palermitani.
“Così come durante le elezioni - ha commentato Sonia Alfano, leader del movimento degli Amici di Beppe Grillo - il nostro impegno nel tutelare i siciliani continua. I politici, onnipresenti durante le campagne elettorali, spariscono immediatamente dopo le elezioni. Noi invece siamo qui, continuiamo ad esserci e ci saremo sempre perchè siamo cittadini comuni e ben conosciamo i problemi delle nostre città. Il provvedimento ZTL - ha proseguito Sonia - altro non è che un inutile balzello che non ridurrà affatto l’inquinamento. In tutte le altre città in cui il provvedimento è stato adottato sono stati creati parcheggi nel perimetro delle zone a traffico limitato, i mezzi pubblici sono stati incrementati e resi funzionanti e sono state create piste ciclabili e leasing di mezzi a due ruote non inquinanti. A Palermo invece non è stato fatto nulla di tutto questo. La città è tale e quale a prima ma per potere entrare in casa nostra bisogna pagare. Il principio secondo cui “chi inquina paga” è soltanto il capovolgimento del meno nobile principio del “se paghi puoi inquinare”.
I cittadini e le associazioni che condividano la protesta contro il provvedimento ZTL possono contattare il sito www.soniapresidente.it o telefonare al numero 3343728133.

SONIA ALFANO, LOMBARDO CHIARISCA SU ARCHIVIO INTERNET

Ascolta la conferenza stampa 

Palermo, 7 mag. - “In un Paese normale chi viene tirato in ballo e’ tenuto a chiarire. Il presidente Lombardo deve dire se quell’archivio che gli organi di stampa hanno attribuito a lui nei giorni scorsi appartenga a lui e se sia fuoriuscito dalla sua segreteria. Mi sarei anche aspettata che Anna Finocchiaro chiedesse spiegazioni. Ma tutto cio’ manca”. Lo ha detto Sonia Alfano, candidata alla presidenza della Regione siciliana per gli “Amici di Beppe Grillo” e non eletta, che ha tenuto oggi una conferenza stampa sul ritrovamento su internet di un archivio contenente liste con richieste di favori, che nei giorni scorsi ha suscitato polemiche e un annuncio di querela da parte del presidente della Regione Raffaele Lombardo. “Io -ha detto ancora Sonia Alfano- da cittadina comune voglio capire se questo archivio e’ suo o non e’ suo, hanno diritto a saperlo anche le migliaia di persone che alle scorse elezioni regionali non hanno votato per Raffaele Lombardo”. Infine la Alfano ha criticato Anna Finocchiaro per aver optato per il Senato: “Mi sorprende la bassezza dell’escamotage fatto dalla Finocchiaro per far decidere ad un organo politico a chi spetti il suo seggio dopo che lei aveva optato per il posto al Senato. Non voglio gridare all’inciucio ma mi chiedo se la Finocchiaro ritenga corretto questo suo comportamento”. (AGI)

A quanto pare non è difficile trovare il file!

Cittadino abusivo

Ecco come mi sento man mano che passa il tempo, un cittadino abusivo. Oggi ho sentito l’ ennesima notizia assurda, l’ assurdità ormai sembra diventata sempre più la realtà: delle persone modificavano l’ etichetta che indicava la scadenza di alcuni alimenti, le autorità che hanno scoperto la cosa dicono che le persone hanno dichiarato di sapere di non poterlo fare (se non lo sapevano mi chiedo come avrebbero potuto lavorare in quel luogo).Dietro di ciò sembra esserci stata la minaccia di perdere il posto di lavoro.
Una persona arriva a minacciare altre persone per modificare la scadenza di un alimento che poi altre persone mangeranno rischiando la propia salute. È l’ evoluzione della distruzione umana.
Siamo in un stato dove ormai le persone pur di non perdere il posto di lavoro vendono la propia dignità, la propria umanità, la propria coscienza, in uno stato dove esseri umani, pur di guadagnare più soldi (semplici pezzi di carta e\o monete di metallo) sono disposti a danneggiare la salute di altre persone.
Mi sono chiesto perché io non avrei mai accettato tale minaccia o perché io non avrei mai dato nessuna indicazione di questo tipo, non ho trovato risposta.
Mi sento un cittadino abusivo quando vedo che un relatore a Matera elogia gli inceneritori come non dannosi per la salute e poi “dietro le quinte” viene ripreso quando dice che lui lo ha fatto perchè gli è stato chiesto di farlo ma se gli chiedessero di realizzarne uno sopra casa sua lui direbbe di no!
Persone disposte a mentire, a vendersi per ucciderne altre. Perchè io non potrei farlo?
Mi sento abusivo quando vedo violazioni di regole ignorate da chi dovrebbe sanzionarle per lavoro e non per hobby (es. i vigili urbani Sabato 3/05 a Mondello) e invece fa finta di non vedere.
Mi sono sentito abusivo nella mia regione quando ho visto che il 95% delle persone ha votato come presidente della regione o per una persona arrestata due volte (Raffa