Famigliari Vittime di Mafia/intimidazioni a giudici DDA Palermo: Riportare attenzione sulle loro inchieste.

“E’ necessario non abbassare la guardia e mantenere alto il livello di sicurezza dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia”. Con queste parole Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Famigliari delle Vittime di Mafia, ha manifestato la propria preoccupazione per gli atti intimidatori di questi giorni nei confronti di alcuni magistrati della DDA palermitana.
“Bisogna riportare l’attenzione dell’antimafia sulle collusioni che coinvolgono i livelli alti di parte della società e della classe dirigente del paese. Gli atti intimidatori nei confronti dei magistrati palermitani creano uno scalpore che la mafia sa bene di dover evitare ad ogni costo ed è per questo che sorge il sospetto che dietro queste intimidazioni si nascondano grandi interessi da tutelare che giustifichino tali controproducenti azioni.
Da troppo tempo l’antimafia istituzionale e sociale dimentica di occuparsi delle inchieste dei PM, dei politici coinvolti in tali indagini e delle collusioni tra pubblica amministrazione e mafia. Il grande tema della lotta al racket, che pure ha una fondamentale importanza per creare in Sicilia la mai esistita libertà di iniziativa economica, è stato strumentalizzato da molti politici collusi, al fianco di chi ha condotto sinceramente e con grandi rischi personali questa importante battaglia, per spostare criminosamente l’attenzione dalle infiltrazioni mafiose nei livelli alti della classe dirigente.
E’ in questa direzione che bisogna ricercare i motivi delle recenti intimidazioni ai componenti della DDA palermitana”.

Familiari Vittime di Mafia/Sonia Alfano: “E adesso ammazzateci tutti” rischia di chiudere.

La lettera di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti postata sul sito www.ammazzatecitutti.org, a seguire l’appello del presidente dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia e cordinatrice regionale del movimento “Ammazzatecitutti”, Sonia Alfano.
LETTERA APERTA A CHI CI VUOLE BENE.Locri, 19 ottobre 2005 Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata” dall’omertà e, soprattutto, dalla paura.

Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto. [Più informazioni →]

Familiari Vittime di Mafia/Sofri: L’assassino che spiega alla gente per bene come va il mondo

Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia, si è espressa in merito alle affermazioni di Adriano Sofri sull’omicidio Calabresi:
“Assisto in questi giorni - ha affermato il presidente - alla grottesca parodia della realtà cui una larga parte della classe politica e culturale di questo paese ci ha ormai abituato.
In Italia non solo si elevano i terroristi a stimati uomini di cultura ma gli si concede anche di sproloquiare vergognosamente sui giornali mentre ai familiari delle loro vittime, alla meglio, gli si appunta una medaglietta sulla giacca, cari saluti da quattro o cinque cariatidi istituzionali e arrivederci e grazie.
Ma ciò che è peggio è che nessuno si preoccupi di affiancare al nome di Sofri, nelle molte, troppe occasioni in cui il suo nome viene pronunciato nei salotti buoni e sui giornali, l’aggettivo “assassino”. Perchè nonostante quasi nessuno lo ricordi mai Adriano Sofri è stato condannato in via definitiva per l’omicidio del commissario Calabresi. Ma in Italia non andiamo troppo sul sottile e lasciamo che un assassino spieghi a noi poveri mortali che l’omicidio Calabresi non fu terrorismo ma un atto di giustizia personale di uno che evidentemente aveva la mano un pò pesante.
L’unica magra consolazione in questa vicenda è constatare come la famiglia Calabresi abbia saputo in questi anni affrontare il dolore e le beffe subite con invidiabile sobrietà e sanità mentale. Doti che di certo l’assassino del marito di Gemma Capra e del padre dei suoi figli non ha mai posseduto.
Noi Familiari delle Vittime di Mafia vorremmo che la famiglia Calabresi sapesse che esiste una parte del paese che gli è vicino e che è ancora in grado di mettere le parole al giusto posto; “Servitore dello Stato” a fianco al nome del Commissario Calabresi, “Assassino e terrorista” a fianco a quello di Adriano Sofri.

E’ finalmente pronto il dossier sui Deputati dell’ARS

E’ finalmente pronto il dossier sui deputati del Parlamento Siciliano;Disonorevoli Nostrani. Indagini, arresti e disavventure dei Diversamente Onesti dell’attuale Assemblea Regionale Siciliana di Benny Calasanzio.

“Sarà per noi un utile strumento per informare i siciliani sui nostri governanti”, ha affermato la presidentessa dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia, Sonia Alfano. “In Sicilia - ha spiegato il presidente - tutti conosciamo il sistema clientelare adottato dalla grande maggioranza dei politici per assurgere a ruoli di potere ma in pochi conoscono nel dettaglio gli scempi compiuti e le amicizie criminali coltivate dagli attuali inquilini del Parlamento Siciliano. Nessuno, durante la scorsa campagna elettorale per le elezioni regionali, tranne rare eccezioni, ha informato i siciliani sui curricula di reati delle persone che si apprestavano a votare; In quanti sanno che tale Onorevole Pippo Gennuso, regolarmente eletto in quota MPA, è stato condannato in via definitiva per trasporti abusivi, omessi versamenti delle ritenute previdenziali, detenzione abusiva d’armi, lesioni personali, ingiuria e furto? E quanti conoscono le vicende dell’Onorevole Musotto, anche questo eletto tra le fila del partito di Lombardo, avvocato difensore del boss Sbeglia, colui che procurò il telecomando della strage di Capaci, mentre la provincia che presiedeva si era costituita parte civile nel processo contro il boss?

Il libro di Calasanzio - reperibile all’indirizzo www.bennycalasanzio.blogspot.com - risponde a quel concetto etico di giornalismo finalizzato alla pretesa del buon governo tramite lo stimolo proveniente da un’ adeguata informazione.

La nostra associazione - ha annunciato Sonia Alfano - grazie alla disponibilità dell’autore, sta già organizzando moltissime presentazioni in tutta la Sicilia per diffondere quanto più possibile le informazioni contenute nel libro. I siciliani hanno il diritto di conoscere di quali nefandezze si siano macchiati i propri governanti ed è nostro preciso dovere, e di ogni giornalista che svolga con etica il proprio mestiere, informarli su tali misfatti.

Familiari Vittime di Mafia: Sonia Alfano a colloquio con Ivan Lo Bello

“Ho accolto l’invito di Ivan Lo Bello incontrandolo per discutere della battaglia antiracket condotta dalla Confindustria Sicilia”. Lo ha affermato Sonia Alfano, Presidentessa dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia, dopo l’incontro avvenuto nella sede di Confindustria Sicilia con Ivan Lo Bello, Presidente degli industriali siciliani.
“Abbiamo parlato delle molte battaglie da condurre nell’ambito della lotta alla mafia annidata nel tessuto economico siciliano. Lo Bello, del quale ho apprezzato la propensione al dialogo, si è detto d’accordo nel non ritenere la lotta al racket l’unico tema dell’antimafia. E’ utile riflettere sul rischio che la lotta al pizzo, di fondamentale e strategica importanza, diventi uno specchietto per le allodole che miri ad identificare l’antimafia solo ed unicamente con l’antiracket spostando l’attenzione da temi di altissima rilevanza come la lotta al riciclaggio dei capitali mafiosi ed alle collusioni. Temi sui quali Lo Bello si è mostrato particolarmente attento e realista confermandomi anche le difficoltà riscontrate dalle organizzazioni provinciali di Confindustria nel compiere le espulsioni”.

Confindustria Sicilia: Anche Scaccia ha le proprie responsabilità

“Scaccia - il presidente di Confindustria Catania - piuttosto che attaccare Lo Bello, motivato da probabili mire di potere personale, potrebbe per primo dimostrare di applicare quella trasparenza che lui stesso ha chiesto di avere da parte del Presidente di Confindustria Sicilia”. Lo ha affermato Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, in merito alla bagarre scoppiata a seguito di alcune indiscrezioni fatte trapelare della Confindustria Catania. “Noi stessi abbiamo invocato trasparenza nell’azione di Confindustria e sollevato molte questioni alle quali Lo Bello si è reso disponibile a dare risposta ma le mosse compiute da Scaccia non hanno nulla a che fare con l’intenzione di condurre una seria e sana lotta al racket. Le sue critiche sono piuttosto motivate da interessi personali in seno agli equilibri di potere della Confindustria. Il dato delle espulsioni di imprenditori catanesi collusi con la mafia e piegati al racket si aggira intorno allo zero e Scaccia è responsabile di un così deludente dato tanto quanto tutti gli altri vertici della Confindustria. Le indiscrezioni fatte trapelare dalla stampa secondo cui all’interno della Confindustria Catania si accuserebbe Lo Bello di essere “monotematico” - ovvero solo impegnato nell’applicazione del codice etico - sono la prova che gli attacchi compiuti da Scaccia non vanno certo nel senso di un contributo alla legalità e che la lotta al racket, nonostante i comunicati ufficiali, non sia il suo principale interesse. Se così non fosse di certo Scaccia avrebbe ottenuto dati migliori sulle espulsioni e sulle denunce al racket nel territorio catanese rispetto a quelli deludenti che abbiamo visto fin ora. Ivan Lo Bello, qualora le accuse rivoltegli dallo stesso Scaccia si rivelassero vere, avrebbe certamente una grande parte di responsabilità nella vicenda ma il Presidente di Confindustria Catania concorrerebbe a pieno titolo a quelle responsabilità”.

Palermo abbandonata

“La città di Palermo è diventata un autentico letamaio”. Queste le parole di Sonia Alfano in merito allo stato di decadenza, ormai denunciato da tutti, nel quale è sprofondata la città di Palermo. “I rifiuti assediano persino le strade del salotto buono della città. Cassonetti traboccanti, spazzatura ovunque, sporcizia, trascuratezza, interi complessi monumentali abbandonati ed usati come discariche tout court. La città è all’abbandono totale ed il sindaco piuttosto che firmare in fretta e furia i progetti a costo zero che gli sono stati presentati per ridurre la massa di rifiuti (come quello presentato dall’APAS per la raccolta differenziata) a costo zero per cittadini e comune, continua a latitare.
Non lasceremo a Diego Cammarata montare una fantomatica “emergenza rifiuti” allo scopo di ottenere altre poltrone per commissarimenti speciali o per giustificare la costruzione degli inceneritori-fabbrica tumori. Se il Sindaco non porrà rimedio alla svelta all’abbandono della città utilizzeremo i gruppi di “grillini” presenti nel resto d’Europa ed in America per diffondere le foto della “Palermo abbandonata” e per mostrare anche all’estero in che stato l’amministrazione comunale ha ridotto una delle più belle città d’arte europee. Tutto questo non certo allo scopo di fermare il turismo, già sottosviluppato in questa città, quanto per fare pressione sull’amministrazione comunale “.

Disonorevoli Nostrani dell’Ars

E’ già disponibile sul sito www.ilmiolibro.it e su www.bennycalasanzio.blogspot.com il libro “DisonorevoliNostrani. Indagini, arresti e disavventure dei Diversamente Onesti dell’attualeAssemblea Regionale Siciliana”, scritto da Benny Calasanzio, 23 anni, nato inprovincia di Agrigento (vive in Toscana) è collaboratore del CorriereFiorentino e del periodico Fuori Riga. Il libro traccia gli identikit deiparlamentari siciliani che hanno avuto vicissitudini giudiziarie ed etiche, e rilanciaa gran voce la questione etica nella politica. Partendo dal predecessore, TotòCuffaro, fino all’attuale presidente, Raffaele Lombardo, passando per moltideputati, sono raccontati minuziosamente i trascorsi di tutti coloro che hannoconosciuto in prima persona indagini, processi e a volte anche gli arresti,citando esclusivamente atti e documenti ufficiali. Il libro, 185 pagine, èacquistabile esclusivamente su http://www.ilmiolibro.it/libro.asp?id=48709 al prezzo di 10 euro. Qui la video presentazione: http://it.youtube.com/watch?v=dM-MVnk9VDg
Benny Calasanzio 3408025611Ecco l’introduzione: [Più informazioni →]

La lotta alla mafia è ovunque


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Sonia Alfano incontrerà Ivan Lo Bello

“Ho poc’anzi ricevuto una telefonata dal Presidente di Confindustria Sicilia”. Lo ha dichiarato Sonia Alfano, presidentessa dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, che ha aggiunto: “Lo Bello ha accolto il mio invito, affidato alla stampa, di discutere insieme alcuni punti riguardanti il progetto che la Confindustria Sicilia sta portando avanti contro la piaga del racket. Sono ottimista sulla possibilità di un dialogo costruttivo con Lo Bello anche in merito alle molte contraddizioni in seno al progetto anti racket della Confindustria Sicilia”.

Familiari Vittime di Mafia: Lo Bello ponga rimedio ai danni provocati alla lotta alla mafia

“Ivan Lo Bello riferisca in conferenza i nomi degli espulsi da Confindustria Sicilia ed i motivi per i quali sono stati allontanati”. E’ questo l’invito rivolto dalla presidentessa dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia, Sonia Alfano al presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, dopo che ieri sera si è diffusa la notizia che le espulsioni, ufficialmente operate per incompatibilità con il codice etico confindustriale e quindi applicate nei confronti di quegli imprenditori che non hanno denunciato i propri estortori, siano invece state causate da motivi che con la lotta al racket non hanno nulla a che fare. “Da tempo l’operazione di Confindustria Sicilia - ha proseuito Sonia Alfano - fa sorgere qualche perplessità sulla buona fede del progetto dato che all’interno dell’associazione sono presenti imprenditori in affari con famiglie mafiose e che mai hanno subito un qualche procedimento da parte di Confindustria. Come dire; non puoi pagare il pizzo alla mafia ma puoi fare affari milionari con loro. Se i sospetti avanzati di recente da alcuni confindustriali si rivelassero fondati, Lo Bello sarebbe responsabile di un danno catastrofico nei confronti della lotta alla mafia che, per colpa di queste mosse da marketing antimafia, subirebbe una perdita di credibilità generale e di fiducia da parte di cittadinanza e tessuto economico. A questo punto - ha concluso il presidente - l’unico atto da fare è riferire i nomi degli espulsi ed i motivi del loro allontanamento e, se Lo Bello vuole salvaguardare quel minimo di credibilità che resta, sbattere fuori all’istante e pubblicamente, gli imprenditori in affari con le famiglie mafiose. Potrebbe cominciare con l’allontanamento di Ettore Artioli, in affari con la famiglia Bontade, per poi proseguire con la pletore di colletti bianchi che assediano la Confindustria Sicilia. Il tempo dei proclami è finito. Lo Bello agisca adesso o la smetta per sempre di danneggiare la credibilità della lotta alla mafia”.

Fenomeni paranormali all’aeroporto di Palermo

In Sicilia, in questo caso all’aeroporto Falcone Borsellino, succedono strani fenomeni paranormali. Capita ad esempio che - apprendiamo da organi di stampa - nel giorno di scadenza per la presentazione delle domande in merito ad una gara d’appalto da oltre 100.000 mila euro, le buste presentate siano due e che, inspiegabilmente, il giorno successivo, a gara già conclusa, diventino tre e che proprio la terza busta comparsa misteriosamente vinca la gara.Il servizio assegnato si chiama PRM, Servizio Assistenza a Passeggeri e per essere svolto, così come prescrive una circolare ENAC del 2002, gli operatori devono essere in possesso di alcuni titoli acquisibili tramite corso di 400 ore. Il presidente dell’Organizzazione Europea Vigili del Fuoco Volontari di Partitico, Salvatore Zito, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo, chiede di verificare se la ditta appaltatrice del servizio abbia personale con requisiti idonei a svolgere il servizio. E non è un caso - come segnalato da TeleJato nei giorni scorsi - che in zona Partitico e nelle cittadine limitrofe circolino voci su “enti amici” in grado di rilasciare le attestazioni necessarie allo svolgimento del servizio appaltato in modo celere.

L’associazione, che TeleJato indica come vicina ad ambienti dell’UDC e dell’ex governatore Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento, svolge attualmente il servizio all’aeroporto Falcone Borsellino, nonostante le presunte illegittimità sull’assegnazione del servizio. Chiediamo dunque alla magistratura di fare quanto prima luce sul caso al fine di non lasciare agire indisturbati chi accumula ricchezze sulla pelle dei siciliani.

Sonia Alfano: Si faccia chiarezza su concorso all’ARS

E’ necessario che si faccia chiarezza sulle molte irregolarità denunciate da un partecipante in merito all’ultimo concorso per consiglieri parlamentari dell’ARS. E’ quasi certo, e sarà adesso la magistratura a confermarlo, che il concorso è stato truccato da favoritismi, irregolarità ed illegittimità. Stranezze che vanno dalle informazioni fatte trapelare da un componente della commissione esaminatrice solo nei riguardi di alcuni candidati, al cambio in corso d’opera dei membri della stessa commissione presieduta da un politico, ai vantaggi in merito al tempo della preparazione sulle 13 materie in favore di alcuni partecipanti. L’ARS è già mal ridotta così, non è davvero il caso che si incamerino altri damerini a servizio dei politici selezionati in merito a criteri di amicizia e non, come prescrive la legge, su basi meritocratiche. Attendiamo le indagini che la magistratura ha intrapreso dopo l’esposto presentato da uno dei candidati e continueremo a seguire la vicenda da vicino per non lasciare che, come sempre, ragazzi che hanno sacrificato tempo, energie e risorse per mettere la propria preparazione al servizio della collettività siano umiliati e scavalcati da persone meno competenti e preparate ma con migliori agganci politici.