Questa la risposta dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per bocca del Presidente Sonia Alfano, in merito alla lettera inviata da Guido Contrada, figlio dell’ex funzionario Sisde arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, ad alcune testate giornalistiche nella quale risponde alla precedente nota dell’Associazione.Gent.mo Avvocato Guido Contrada,
ho letto con attenzione la sua lettera di risposta alle parole che io, a nome dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia in qualità di presidente, ho pronunciato.
E’ molta l’umanità contenuta nella sua lettera ed il calvario che lei ha subito in quanto figlio è stato sicuramente duro da reggere.
Tutta l’umanità che lei esprime ed i sentimenti palesati sulla sua lettera non possono però cancellare dati di fatto e circostanze dimostrate con certezza.
Noi comprendiamo la difficoltà d’un figlio nell’ accettare la dura realtà riguardo al proprio padre.
Tuttavia ci rattrista dirle che il dolore che lei ha deciso di palesare nella sua lettera fa parte della sua sfera privata e sarebbe giusto, per rispetto nei suoi stessi confronti, che rimanga tale. [Più informazioni →]
Questa la lettera di Salvatore Borsellino della quale l’Associazione dei Familiari Vittime della Mafia condivide il senso ed ogni singola parola, la sottoscrive e la fa propria. Così come fa proprie le dichiarazioni di Salvatore su Bruno Contrada rilasciate fino ad oggi.
A seguire il comunicato stampa nel quale l’Associazione si fa promotrice e sottoscrittrice delle parole del fratello del giudice assassinato.
Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più. Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e
per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”.
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire
senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l’altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tiralrlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare “mandanti esterni” perchè sono “interni” allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, “lo stato non può processare se stesso” e quello che c’era scritto sull’Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine
della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada e tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora
più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due; la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finchè avrò vita.
Comunicato stampa dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia:
“Bruno Contrada, il traditore di Stato condannato in merito al processo per l’uccisione di Paolo Borsellino, è già tornato nella sua casa a condurre la vita di sempre. Come se non avesse commesso alcun reato, come se non avesse mai tradito lo stato. Ha di fatto ottenuto impunità piena ed incondizionata”. Lo ha detto Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia.
“A questo punto - ha proseguito il presidente - non capisco perchè non scarcerare tutti gli altri boss con problemi di salute e concedergli gli arresti domiciliari. Bruno Contrada è, come più volte detto da Salvatore Borsellino, molto peggio di un qualunque altro boss poichè i suoi reati sono stati commessi con indosso una divisa ed ha pertanto tradito lo stato e tutti gli italiani che in quegli uomini ed in quelle divise ripongono la propria fiducia e la propria sicurezza a garanzia di uno stato di diritto”.
” Contrada - ha proseguito Sonia Alfano - invece di tacere si permette anche di querelare Salvatore Borsellino per le sue affermazioni che noi, ci teniamo a ribadirlo, condividiamo e sottoscriviamo dalla prima all’ultima parola. Ne condividiamo il senso e la rabbia e le facciamo nostre. L’ex funzionario Sisde, per coerenza, dovrebbe querelare anche la nostra associazione poichè noi continueremo a ripetere e diffondere - questa la definizione del legale di Contrada alle parole del fratello del Giudice - “Le infamanti e farneticanti accuse di Salvatore Borsellino”. Qualora Salvatore sia chiamato a rispondere tramite risarcimento per le parole pronunciate saremo ben lieti di collaborare al pagamento della spesa e pronti a chiamare in causa ogni singolo italiano poichè il tradimento di Contrada e le sue responsabilità, accertate ed inequivocabili, sulla morte di Paolo Borsellino, riguardano tutti i cittadini di questa nazione traditi ed offesi da un simile personaggio”.
“Che cos’altro signor Ministro, che cos’altro bisogna fare in questa nazione per avere giustizia e protezione. Non è una domanda retorica. Vorremmo che lei ci rispondesse sul serio. Ci dica cos’altro dobbiamo fare per far in modo che lo Stato italiano riconosca alle vittime della mafia il giusto compenso e la giusta protezione alle loro famiglie, per tanta fedeltà alla nazione. Se neanche l’aver dato la vita è sufficiente ci dica lei cos’altro dovremmo fare”. Con queste parole Sonia Alfano, a nome dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia di cui è Presidente, ha rivolto l’ennesimo messaggio al governo ed al Ministro dell’Interno.
“Lasci che le spieghi una cosa che certamente lei ben saprà - ha proseguito Sonia Alfano rivolgendosi al Ministro dell’Interno - La mafia in questa nazione è più forte dello stato perchè è un sistema che funziona. I mafiosi sanno che in caso di arresto o morte la loro famiglia riceverà protezione e tutela economica. La normativa a tutela dei familiari delle vittime di mafia è stata studiata con la stessa ratio così da poter garantire alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia l’adeguata protezione qualora perdano la vita scegliendo di mostrare fedeltà allo Stato e non alla mafia.
E’ certo che lei sappia tutto questo ma nonostante ciò il suo governo, per sua firma, ha deciso di tagliare 300 milioni di euro al fondo di rotazione per le vittime di mafia. Quello che succederà è tanto semplice quanto umiliante;
Coloro i quali da anni subiscono estenuanti processi sul piano emotivo ed economico, dato che tutte le perizie e tutte le spese processuali sono vergognosamente a carico dei familiari delle vittime, si vedranno negata la tutela economica che spetta per legge perchè il fondo è stato saccheggiato. E quelle sentenze, quella giustizia, saranno solo atti pro forma che nulla riconosceranno a famiglie che a causa della morte del proprio caro sono spesso cadute in miseria e sono state travolte per sempre da un vuoto incolmabile.
Sul fondo per le vittime di mafia gravano anche gli indennizzi ed i risarcimenti a favore delle vittime del terrorismo. Ciò non ha fatto altro che rendere incerti i risarcimenti sia per le vittime di mafia che per quelle del terrorismo, arrecando un danno sia agli uni che agli altri. Alle vittime del terrorismo, così come a quelle di mafia, va assicurata e garantita la tutela economica per i superstiti e per i familiari delle vittime e non è certo attingendo da un fondo già precario e semi vuoto, nonchè svuotato di 300 milioni di euro per decisione di questo governo, che lo si fa.
Noi chiediamo ancora una volta al Ministro Maroni di essere ricevuti per poter discutere di ciò che ci riguarda da vicino e di poter raccontare al Ministro l’entità del calvario subito ed il senso di umiliazione nell’appartenere ad uno stato che rende incerta la tutela per le famiglie dei propri eroi”.
Il Parlamento Siciliano, per assegnare il seggio lasciato vacante da Anna Finocchiaro, dovrà varare una leggina.
Ed è palese che a nessuno convenga interpretare la legge elettorale assegnando il seggio allo “sfidante miglior perdente” che, come recita la legge elettorale, dopo la fuga della Finocchiaro, sono io.
Non conviene alla maggioranza che troverebbe sul suo cammino una persona non controllabile nè corruttibile la quale mobiliterebbe le piazze ed informerebbe i cittadini sulle mosse compiute dal palazzo a loro insaputa ma, per gli stessi motivi, non converrebbe nemmeno alla presunta opposizione di governo.
Antonello Cracolici, la cui massima aspirazione è da tempo quella di diventare leader indiscusso del PD siciliano, continua a spalleggiare componenti del proprio partito nel tentativo, quasi una certezza, di accaparrarsi anche il novantesimo seggio.
Sembra infatti essere questa la decisione cui certamente approderà la Commissione Verifica Poteri dell’ARS per la soluzione del caso.
Un nuovo deputato PD, sopratutto se sponsorizzato da Cracolici, altro non potrebbe essere che di giovamento per maggioranza ed opposizione. E’ infatti evidente come il Partito Democratico siciliano non stia facendo, nè abbia fatto nella precedente legislatura, nessuna opposizione e come, in particolar modo Cracolici, sia un perfetto alleato della maggioranza non solo in sede parlamentare ma anche in sede extraparlamentare. A riprova di ciò che dico c’è quel famoso scambio di battute tra Cuffaro e Cracolici durante il quale l’ex Presidente condannato per favoreggiamento rivelava di cene del giovedì sera tra lui ed il capogruppo dei deputati siciliani d’opposizione.
Assegnare il seggio ad una persona sponsorizzata da Cracolici, per la maggioranza, significherebbe garantirsi il silenzio del nuovo deputato, che altro non potrebbe fare che ringraziare Cracolici e pertanto restare fedele alla sua tacita alleanza col governo regionale.
La maggioranza stringerebbe in questo modo rapporti ancora più saldi con il PD dal quale, già adesso, non si leva mai alcuna voce di dissenso nei confronti del discutibile operato del governo Lombardo.
Poco importa ai politici nostrani che la legge prescriva altro per l’assegnazione del seggio e che la loro interpretazione debba seguire un criterio giuridico e non di convenienza partitica. Se infatti applicassero la legge interpretandola nel modo più ovvio e naturale sarebbero costretti ad assegnare il seggio per “diritto di tribuna” e non potrebbero più paventare assurdi ostacoli per le liste che non abbiano superato lo sbarramento del 5%, come avvenuto in queste settimane, allo scopo di tagliare fuori dalla corsa me e Rita Borsellino, entrambe persone molto poco gestibili.
All’interno del Parlamento Siciliano tutti sanno quanto pericoloso sia lasciare che persone come me seggano a fianco a loro. Sanno che non potrebbero in alcun modo corrompere la mia coscienza avendone già avuto prova da tutti i miei “no” posti innanzi alle decine di proposte, giunte in maniera bipartisan, di cariche ben retribuite ed elezioni blindate in seno ai loro partiti.
Le mie riflessioni, rese pubbliche, vogliono essere soltanto un assaggio di ciò che io ed i miei elettori abbiamo in mente per il futuro: opposizione ed informazione. E’ questo quel che faremo, dentro o fuori il palazzo.
Sarebbe stato più conveniente per me tacere, trattando sottobanco l’assegnazione del seggio magari in cambio del mio silenzio o di toni più pacati nei confronti della compagine politica che siede all’ARS. Spero dunque che queste mie riflessioni a voce alta siano una prova iniziale della mia volontà di continuare a restare dalla parte di chi, per questa terra, spera ancora in un futuro di trasparenza nell’azione politica, di giustizia sociale e di legalità concreta e quotidiana.
“Siamo felici di prendere parte alle commemorazioni di questi giorni per l’anniversario della morte di Paolo Borsellino” queste le parole di Sonia Alfano del movimento politico degli Amici di Beppe Grillo. “Il modo migliore di commemorare il giudice Borsellino è quello di portare avanti in prima persona la sua azione antimafia. Le sfilate di politici ed alte cariche dello Stato, magari in affari proprio con quei mafiosi tanto osteggiati da Borsellino, sono soltanto oggetti di facciata tanto contraddittori quanto privi di senso. Una seria antimafia è fatta di comportamenti concreti come ad esempio messe in atto da Pino Maniaci, destinatario di un danneggiamento proprio in questi giorni ed attorno al quale ci stringiamo. Sono le persone come Pino e molti altri come lui a dare giusta memoria e riconoscimento a Borsellino e alle altre vittime di mafia e non quei politici, spesso collusi, la cui azione antimafia si esaurisce in sterili sprologhi non supportati dai fatti.
“Il miglior modo di commemorare la memoria di Paolo Borsellino è seguirne l’esempio giorno dopo giorno anche con scelte, prese di posizione e comportamenti impopolari e costosi”. Queste le parole di Sonia Alfano a nome dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia di cui è Presidente. “E’ per questo che ci auguriamo che nelle commemorazioni di questi giorni, alle quali prendiamo parte, non ci sia spazio per la retorica. Paolo Borsellino è uno dei più limpidi eroi dell’antimafia il cui interesse primario era l’affermazione dello stato di diritto tanto da sacrificare la propria vita per questa causa. Ed è per onorare la sua memoria che bisognerebbe lasciare da parte le sterili e generiche dichiarazioni sulla legalità in favore di più costruttive denunce, con nomi e cognomi. L’antimafia vera, quella portata avanti da Paolo Borsellino, è un’antimafia fatta di denunce circostanziate e coraggiose, un’ antimafia che non si piega e non tace davanti al potere, di qualsiasi colore questi sia. Spetta dunque all’antimafia porre i molti esponenti politici che prenderanno parte a questa e ad altre commemorazioni davanti alle proprie responsabilità, qualora ve ne fossero, come già annunciato da Salvatore Borsellino del quale condividiamo le parole espresse in questo senso”.
“Sempre il solito CSM, le solite e già vissute manovre a svantaggio di magistrati per bene e la consueta inopportunità delle scelte”. Con queste parole Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia, ha commentato il colpo di scena di questi giorni che ha visto prevalere la nomina di Di Pisa su quella di Alfredo Morvillo alla Procura di Marsala. “La nomina di Di Pisa - ha proseguito Sonia Alfano -, processato per essere stato il principale sospettato per l’invio di quelle oscene lettere d’accusa nei confronti del Giudice Falcone, l’ex presunto “corvo” del Tribunale di Palermo, nonostante sia stato scagionato da ogni accusa è quantomeno inopportuna per una Procura come quella di Marsala. Io davvero non riesco a comprendere come il CSM possa continuare a perpretare simili logiche preferendo ad Alfredo Morvillo, il cui comportamento è stato fino ad oggi impeccabile e meritorio, Di Pisa la cui fama è stata irrimediabilmente danneggiata dalla nota vicenda del “corvo del tribunale di Palermo”. Il territorio trapanese è il punto d’incontro dei maggiori poteri deviati di questa nazione e pertanto sarebbe stato opportuno fare una scelta all’insegna della trasparenza massima nominando un magistrato dai trascorsi limpidi, chiari. La nomina di Alfredo Morvillo sarebbe stato un segnale nei confronti delle logge massoniche e delle associazioni mafiose ed un modo per far sentire la presenza limpida dello stato in quel territorio. So bene che Di Pisa è stato scagionato da tutte le accuse ma so anche che l’ombra sul suo operato, almeno agli occhi dell’opinione pubblica, esiste ancora adesso. Il CSM dopo la proposta di nomina del dott. Antonio Franco Cassata alla guida della Procura Generale della Corte d’Appello di Messina, ci stupisce ancora una volta preferendo al dott. Alfredo Morvillo, che per merito e per opportunità avrebbe dovuto ricoprire l’incarico, un discusso magistrato come il dott. Di Pisa”.
“Il Segratario del PD la smetta con le sue frasi ad effetto supportate dal nulla”. Queste le affermazioni di Sonia Alfano a proposito dello scandalo per l’arresto del Presidente della Regione Abruzzo. “Il concetto ribadito da Veltroni durante la riunione della dirigenza del PD del “no al voto delle mafie” ha dell’esilarante se si pensa che il suo partito annovera tra le sue fila personaggi del calibro di Mirello Crisafulli, filmato a parlare di appalti con il boss di Enna, e adesso lo stesso del Turco che a quanto scrive il PM sarebbe stato a capo di un sistema di tangenti che coinvolge anche altri componenti del partito. Nè Crisafulli nè Del Turco sono stati espulsi dal partito. E non solo. In occasione delle ultime elezioni politiche un valente componente dell’antimafia come il Senatore Lumia fu estromesso dalle candidature e ripescato in extremis dopo svariate proteste e manifestazioni di sdegno, tra cui la nostra. E mentre Veltroni continua a ripetere il motivetto del “no al voto delle mafie”, ingaggia, in occasione delle ultime elezioni regionali in Sicilia, Salvò Andò, prescritto per voto di scambio con il clan Santapaola e dunque provatamente colpevole ma mai punito, per redigere il programa della candidata PD alla Presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro. Qualora Veltroni nella sua immensa ingenuità o malafede non se ne fosse accorto lo informiamo che in questo modo sta soltanto ingraziandosi i voti della mafia piuttosto che respingerli. Per rispetto nei confronti della nazione abbia quantomeno la decenza di tacere”.
“Il governo dell’ossessione per la sicurezza taglia 1 miliardo di euro alle forze dell’ordine. Ed oltre al danno la beffa dell’annuncio dell’istituzione di un fondo da 300 milioni euro da sottrarre indebitamente al fondo per le vittime di mafia, da destinare come contentino alle forze dell’ordine così da poter annunciare nei salotti della politica televisiva che “però è stato istituito il fondo”. Lo ha affermato in una nota il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia, Sonia Alfano che ha inoltre aggiunto: “I venditori di paura che da mesi fomentano il senso di insicurezza nazionale per poter varare provvedimenti scellerati, se il taglio alle casse delle forze dell’ordine e la sottrazione dei 300 milioni di euro al fondo delle vittime di mafia sarà approvato, perpreteranno l’ennesima beffa agli eroi uccisi dalla mafia a causa della propria fedeltà allo stato. Attualmente sono in fase di conclusione moltissimi processi civili che attribuiranno gli indennizzi spettanti ai familiari delle vittime innocenti della mafia.
In questi giorni è in atto una schermaglia sui giornali fra l’ATO CL1 e l’associazione Italia Nostra che, a nostro avviso, poco regala alla città in termini di efficienza e concretezza del servizio dei rifiuti, ma, pur essendo convinti che l’iniziativa del centro di raccolta di C/da Cammarella sia un buon punto di partenza, i dubbi avanzati da parte della sopra citata associazione sono oltre che giusti anche fondati, infatti molte persone da noi interpellate avanzano dei dubbi sulla convenienza in termini economici dell’iniziativa e la cosa rischia di essere un flop, anche se ,torniamo a dirlo, ci sembra lodevole.Siamo convinti che le dichiarazioni di Parenti siano da rivedere, certo il costo per la raccolta porta a porta è esoso perché si prevede di farla partire in concomitanza in tutta la città, ma noi avevamo proposto di spalmare nel tempo il progetto individuando dei quartieri pilota che per caratteristiche geografiche si presterebbero alla cosa come il quartiere di Santa Barbara o il Piano Geraci ovvero il quartiere di San Luca. Nel resto della città avviare una responsabilizzazione dei cittadini attraverso l’assegnazione dei cassonetti ad un insieme di palazzi che diverrebbero di fatto i responsabili di quello che viene conferito all’interno degli stessi.
Per evitare che vengano gettati nei cassonetti rifiuti che non sono della tipologia giusta si chiuderanno a chiave e la stessa verrà data solo agli inquilini dei palazzi che avranno in gestione i cassonetti, a questo punto chi sbaglia paga (tutto ciò avviene a Torino).
Tutto questo deve tendere a portarci verso la raccolta porta a porta, perché solo così potremo usufruire di un servizio capillare e moderno con bollette meno pesanti e soprattutto non ci potrà essere più nessun evasore, perché per la natura del servizio nessuno potrà nascondersi. In definitiva le bollette da pagare saranno più piccole per almeno tre motivi: 1) il riconoscimento economico da parte dei consorzi sulle materie riciclabili (cioè l’Ato venderebbe la nostra differenziata) - 2) minori spese di discarica per la minore mole di rifiuti conferiti - 3) sarebbero stanati gli evasori che in questi anni non hanno pagato grazie al servizio di porta a porta.
Solo con il pericolo della multa i cittadini diverranno consapevoli che la differenziata è l’unica via, la migliore via.
Grilli nisseni
Morfeo è una figura della mitologia greca, figlio di Ipno e di Notte. Secondo Esiodo i sogni erano figli della notte e Morfeo, nelle sue apparizioni notturne, prendeva le forme delle persone o delle cose sognate. Egli quando inviava sogni popolati da forme umane portava sempre con sé un mazzo di papaveri con cui, sfiorando le palpebre dei dormienti, donava loro realistiche illusioni..
Morfeo era raffigurato con grandi ali che battevano senza far rumore
Fin qui credo tutto normale, è tutto tratto da Wikipedia e non mi pare di aver letto né insulti né chissà quali offese. Anzi vorrei, per la prima volta, che Morfeo colpisse anche me; di più vorrei anche io essere Morfeo. Vorrei esserlo per non rendermi conto di tutto quello che accade in Italia e per non chiedermi, di conseguenza cosa devo fare. Non voglio difendere Beppe Grillo, perché non ne ha bisogno e francamente non capisco cosa ci sia da difendere considerato che non lo si può accusare di nulla. Ha detto che Napolitano- Morfeo ha firmato delle cose che né Ciampi né Pertini avrebbero mai firmato. Sottoscrivo con il sangue questo pensiero. Il Capo dello Stato dovrebbe essere garante dei cittadini, super partes in tutti i casi, e sempre dalla parte del popolo. Ho già ribadito più volte il mio rispetto per le istituzioni, il che non significa che chiunque ricopra una carica istituzionale possa ritenersi libero di fare ciò che vuole. Credo che Napolitano stia ignorando il vero problema del nostro paese, e cioè l’emergenza democratica. Ho atteso per qualche giorno che si esprimesse sul 41 bis e invece come sempre c’è il suo assordante silenzio. Ha taciuto quando i familiari delle vittime della mafia si sono incatenati per 22 giorni davanti la Prefettura di Palermo per protestare contro uno Stato assente e colpevole di risvegliare accuratamente un dolore devastante. Ha taciuto quando il Presidente della Regione Siciliana, Cuffaro, è stato condannato per favoreggiamento semplice ai mafiosi. Ha dovuto protestare la società civile per indurre lo stesso Cuffaro alle dimissioni. Ha taciuto quando Contrada ha chiesto la grazia. Ha taciuto quando le più alte cariche dello stato sono state occupate da prescritti, condannati e amici di mafiosi, come Berlusconi, Schifani e altri. Ha taciuto quando Berlusconi ha minacciato il popolo italiano in cambio della norma salvaprocessi e del lodo schifalfano. Ha taciuto quando i magistrati sono stati accusati da Berlusconi di essere una metastasi, e potrei continuare ad elencare i suoi silenzi. A Questo punto mi chiedo se sia peggio il suo silenzio o pensare che sia stato colto spesso da crisi di sonnolenza. Sicuramente la seconda ipotesi lo aiuta agli occhi dell’opinione pubblica e probabilmente dovrebbe anzi ringraziare Grillo per averlo giustificato. Ricordo che alle scuole medie il mio insegnante di religione spesso in classe si addormentava e un giorno uno dei miei compagni di classe litigarono e volò qualche schiaffo. Il consiglio di classe giustificò il tutto dicendo che il Professore assumeva dei farmaci che inducevano alla sonnolenza.
“Parteciperò alla manifestazione dell’ 8 luglio a Roma”. Lo ha affermato in una nota Sonia Alfano che ha anche aggiunto: “Partecipo in veste di cittadina preoccupata per il futuro della democrazia del proprio paese. Manifestare a Roma non è per me solo un dovere ma il soddisfacimento dell’ esigenza di portare all’attenzione dei cittadini lo squilibrio dei poteri democratici, attuato in questi anni tanto da governi di centro destra quanto da quelli di centro sinistra, che ha fatto in modo che allo stato attuale l’Italia non abbia un vero e proprio sistema democratico ma un sempre meno velato regime. La stampa e la magistratura, organi di controllo in un sano sistema democratico, hanno ormai perso la propria indipendenza dal potere politico, perdendo la propria funzione di controllo a garanzia della democrazia. I decreti varati o in procinto di esserlo, dal governo berlusconi, continuano ad andare nella direzione di uno squilibrio tra i poteri mettendo a repentaglio lo stato di diritto. Per questo l’8 luglio sarò, ancora una volta, presente a Roma al fianco dei cittadini onesti, della democrazia e della mia nazione”.
Queste le parole di Sonia Alfano in merito alla discussa proposta della quinta commissione del CSM di nominare a Capo della Procura Generale della Corte d’Appello di Messina il dott. Antonio Franco Cassata:
“Vorrei esprimere profondo apprezzamento per l’impegno manifestato dall’ Onorevole Antonio Di Pietro nel sollevare, tramite un interrogazione presentata alla Camera, la questione sull’opportunità della promozione del dott. Antonio Franco Cassata a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina. E’ sconvolgente che la quinta sezione del CSM abbia voluto proporre per quella carica la nomina di un magistrato la cui condotta deontologica è stata alquanto insoddisfacente seppur, nelle diverse occasioni in cui sono state svolte indagini disciplinari sul suo conto, non sia mai stato rilevato alcun reato penalmente rilevante. Il punto della questione è, come dice lo stesso Di Pietro, di “opportunità”. Non si comprende il perchè il CSM abbia deciso di proporre la nomina di un magistrato che, per sua stessa ammissione, era “il principale animatore” del circolo “Corda Fratres”, che annoverava tra i suoi iscritti componenti della massoneria e della mafia. Un magistrato che si è intrattenuto sulla pubblica piazza con la moglie del capomafia di Barcellona Pozzo di Gotto, allora latitante. Un magistrato che è stato protagonista di tante e tante vicende deontologicamente e moralmente assai discutibili, seppur non penalmente rilevanti.
Sono molto affezzionata alla comunità di Alberobello. Ho imparato a conoscere la vostra comunità poichè mio marito è alberobellese ed in virtù dell’ affetto nei confronti della vostra terra e della vostra gente abbiamo deciso di battezzare nostra figlia nella Parrocchia di Sant’Antonio di Alberobello. E’ dunque con sentito trasporto, e non in virtù di consuetudini di buona educazione, di atti di retorica o del mio ruolo politico, che mi stringo al dolore delle famiglie delle vittime e dei feriti del recente incidente stradale ed a quello della comunità di Alberobello. Vogliano le famiglie ed i cittadini alberobellesi accettare le mie più sentite condoglianze e la mia vicinanza in un momento che so essere di grande ed inconsolabile disperazione.
Con sentito affetto,
Sonia Alfano
Interpellanza di Antonio Di Pietro su Antonio Franco Cassata
Sono arrivate diverse mail all’indirizzo info[@]soniapresidente.net che trattavano lo stesso problema, ve ne giriamo per rendervi partecipi della situazione:
Cara Sonia,
Le scrivo in qualità di idoneo alla procedura concorsuale dell’Agenzia delle Entrate da assumere presso l’Agenzia delle Dogane come previsto dalle disposizioni normative (Legge Finanziaria 2008, art. 1 comma 345 e 346).
In particolare, le già avviate assunzioni stanno ricevendo una brusca frenata in seguito al D.L. Tremonti (art. 74) pubblicato nella G.U. del 26/06/2008 con il quale di fatto si impediscono le suddette assunzioni. Premetto che le stesse, erano in procinto di partire, così come pubblicamente annunciato poco prima del D.L. attraverso appositi comunicati stampa della stessa Agenzia delle Dogane e di vari sindacati prevedendo altresì un piano di assorbimento dell’intera graduatoria.
Inoltre, si ritiene che nel rispetto dell’esenzione prevista dallo stesso D.L. Tremonti ovvero di escludere le procedure selettive in corso, la nostra assunzione rientri in tale fattispecie dal momento che attiene alla fase terminale di una procedura concorsuale.