Siamo pronti!

dal blog di Beppe Grillo:

Il 25 luglio ci sarà la Gita su Roma. Il percorso si snoderà attraverso le sedi dei partiti espropriatori di democrazia. Le vie della capitale sorde e grigie ridotte a un bivacco di manipoli dallo psiconano si riempiranno di colori. Via della Scrofa (AN), via dell’Umiltà (PDL), Piazza Sant’Antanastasia (PDmenoelle), Via Due Macelli (UDC), uno spettacolo.
Chi partecipa alla Gita dovrà farlo a piedi o con mezzi non motorizzati.
Durante la Gita saranno distribuiti alla popolazione di Roma volantini contenenti tutte le porcate sulla Giustizia approvate dal Gran Consiglio (l’ex Consiglio dei ministri) dello psiconano e i suoi effetti catastrofici sulla sicurezza degli italiani.
Il 25 luglio 1943 il Duce fu licenziato dal Gran Consiglio e in seguito arrestato. E’ un giorno speciale. Una ricorrenza che porta bene.

ZTL Palermo

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Lunedì 23 giugno abbiamo incontrato i tecnici Ato CL1 capitanati dal vice presidente Salvatore Parenti e dall’assessore Licari. Abbiamo potuto finalmente prendere visione delle strategie che si vogliono intraprendere nel breve periodo e dobbiamo dire che, a meno di sconvolgimenti dell’ultimo minuto, sembra che le cose vadano nella giusta direzione. La recente approvazione durante il consiglio comunale del 30 maggio del nuovo regolamento per la tassa sui rifiuti è un passo significativo verso una nuova cultura della raccolta differenziata e sulla base del calcolo €/Kg si prevedono degli sgravi consistenti per tutti i cittadini che potranno risparmiare sulla bolletta fino a 50-60 €, mediamente, se porteranno la loro raccolta differenziata direttamente all’isola ecologica in contrada Cammarella (San Luca), inoltre incentivi anche per chi ha un’attività commerciale che potrà usufruire del servizio comunale con uno sconto del 20% subito e un ulteriore 20% se verrà conferita la differenziata. Ultima nota sarà la compostiera domestica per chi abita in campagna che potrà essere richiesta gratuitamente e darà diritto ad uno sconto del 20%. Novità importanti e significative anche alla luce delle recenti bollette che non sono certo quelle dello scorso anno e che in chiave dei suddetti sgravi possono ulteriormente scendere.

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IL TAR ANNULLA LE ZTL A PALERMO

“Sono alquanto soddisfatta per la sentenza del TAR che annulla il provvedimento ZTL approvato dal sindaco Diego Cammarata”. Lo afferma in una nota Sonia Alfano del movimento politico degli “Amici di Beppe Grillo”. “Insieme ad una nutrita compagine della società civile - ha proseguito - abbiamo messo in atto molteplici azioni per combattere il provvedimento sulle ZTL che a nulla sarebbe servito se non a rimpinguare le casse comunali ormai al dissesto attingendo risorse ingiustificate dalle tasche dei cittadini palermitani. Abbiamo promosso la prima manifestazione contro le ZTL, appoggiato il ricorso al TAR e la mozione presentata da Spallitta - Monastra nella quale si chiedeva la revoca del provvedimento per le decine di illeggittimità riscontrate e confermate anche dal TAR. Anche in questo caso, mantenendo una coerenza invidiabile, l’opposizione ufficiale alla maggioranza, ovvero il gruppo consiliare del PD, ha totalmente abbandonato i cittadini disertando la seduta nella quale si sarebbe dovuto discutere del provvedimento non permettendo cosi il raggiungimento del numero legale. L’Amministrazione comunale, alla luce della lunga lista di insuccessi, dovrebbe riflettere sull’opportunità di perseverare nel proseguire questa avventura politica costellata di insuccessi, dissesto delle casse comunali al punto da non poter più garantire il cibo ai bambini ospitati nelle case famiglia, inefficenza dei servizi ed una scarsissima qualità della vita dei palermitani. Ringraziamo quanti, insieme a noi, si sono battuti in difesa della cittadinanza attaccata e sfiancata da un amministrazione comunale i cui frutti, sono oggi più che mai, sotto gli occhi di tutti”

Addio, quindi, ZTL

Sull’assegnazione del seggio vacante all’ARS va seguita tassativamente la legge elettorale.

“Resto a dir poco basita nel leggere dell’appello in favore di Rita Borsellino riportato oggi da Repubblica Palermo”.
Questo il commento di Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione Siciliana alle scorse elezioni, in merito all’appello a firma di Simona Mafai, responsabile del comitato pro Veltroni alle scorse primarie. “Si chiede ai deputati dell’ARS - prosegue Sonia Alfano - di assegnare il seggio lasciato vacante da Anna Finocchiaro a Rita Borsellino sulla base di motivazioni che nulla hanno a che fare con il diritto. Chiedere di assegnare il seggio a Rita Borsellino, che non è, come prescrive tassativamente la legge per l’assegnazione di quel seggio, un “candidato presidente”, significa chiedere di concedere una deroga al principio di legalità che dovrebbe ispirare l’azione di tutti. La signora Mafai, con motivazioni che ingorano totalmente la legge poichè, non mi stancherò mai di ripeterlo, il seggio va assegnato al “candidato presidente miglior sfidante del vincitore”, cosa che la Borsellino non è, chiede l’assegnazione del seggio di capo dell’opposizione per la Borsellino giustificandolo con una sorta di riequilibrio delle quote rosa in un Parlamento dove la presenza femminile è pressocchè assente. Insomma i deputati PD presenti nella Commissione Verifica Poteri dell’Ars dovrebbero assegnare quel seggio non seguendo la legge ma perchè la Borsellino è una donna, cosa che, se la signora Maffei non l’avesse notato, sono anch’io. Ciò che più mi lascia a bocca aperta è leggere un appello nel quale si scrive “al di là delle complesse questioni giuridiche ritengo che politicamente…”. Se non sbaglio nè la Costituzione Italiana nè nessun altra legge dello Stato o della regione contempla la possibilità di “tralasciare le questioni giuridiche”. Ma in Sicilia esiste qualcuno che invita dei deputati di un parlamento democratico a lasciar perdere il diritto in virtù di altri principi come “l’essere donna”.

Gli insabbiati


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Le foto della presentazione

No agli errori del CSM

FIRMA LA PETIZIONE

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha proposto all’unanimità la nomina a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina del dott. Antonio Franco Cassata. Il magistrato in questione è stato protagonista di contatti con esponenti della mafia barcellonese e di azioni che hanno deviato il corretto andamento di vicende giudiziarie:
Ha intrattenuto un colloquio a titolo personale con la moglie del boss Gullotti, allora latitante e mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano.
Ha effettuato pressioni nei confronti dei componenti dell’Arma dei Carabinieri che lo avevano sorpreso a parlare con la moglie del capo mafia, affinché la relazione di servizio stilata da due carabinieri venisse soppressa.
E’ stato presidente e principale animatore del circolo “Corda Fratres” che contava tra i suoi iscritti appartenenti alla massoneria e alla mafia come il boss Giuseppe Gullotti, oltre che ad un personaggio come Rosario Cattafi che per i suoi rapporti con esponenti di vertice di Cosa Nostra è stato indagato e poi archiviato nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
In un intercettazione telefonica Cassata suggerisce al suo interlocutore di intimidire una denunciante.
Ha esercitato pressioni su un suo collega al fine di intervenire su un procedimento penale a carico di un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto per permetterne l’elezione a vicepresidente dello stesso consiglio.
E’ stato l’accompagnatore, durante un viaggio in macchina a Milano, del boss Giuseppe Chiofalo.
Il CSM ha più volte ascoltato Cassata sorvolando su fatti e circostanze comprovate. Il magistrato è rimasto al proprio posto ed oggi la quinta commissione del CSM, all’unanimità, ne propone la nomina alla guida della Procura Generale della Corte di appello di Messina.
Firmiamo per fermare la nomina di Cassata.

Presentazione de “Gli insabbiati”

L’ Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia è lieta di invitarvi alla presentazione del libro di Luciano Mirone;

GLI INSABBIATI

Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall?indifferenza

(II Edizione ampiamente aggiornata)

Ne discutono insieme all’autore:

Lirio Abbate - giornalista Ansa
Sonia Alfano - figlia del giornalista Beppe Alfano
Enrico Bellavia - giornalista de La Repubblica
Massimo Francese - figlio del giornalista Mario Francese
Tano Gullo - giornalista de La Repubblica
Giovanni Impastato - fratello del giornalista Giuseppe Impastato
Antonio Ingroia - magistrato

Sabato 21 Giugno 2008 - Ore 18,00 - Villa Niscemi - Palermo

saranno presenti

Claudio Gioè - protagonista de “Il capo dei capi”

Alessio Vassallo - attore de “La vita rubata”

I Grilli Nisseni sulle tracce di Caltaqua

I Grilli Nisseni approfondiranno lo studio sulle vicende che stanno riguardando la città di Caltanissetta relativamente alle bollette errate emesse da Caltaqua . Nei giorni scorsi in una nota sui giornali la società spagnola ammetteva l’errore e accennava alla possibilità di rimediarvi mediante conguaglio nelle bollette del secondo trimestre.”In un articolo del 4 giugno - dice Cancelleri - viene ammesso lo sbaglio nel calcolo del periodo bollettato e viene fatto sapere che <<gli errori commessi sono stati accertati d’ufficio e sempre d’ufficio sarà fatto il conguaglio con le bollette del secondo trimestre 2008>>. Ci teniamo a sottolineare che staremo ben attenti alla vicenda e ci faremo promotori di una mobilitazione cittadina allorché non vengano rispettate le promesse di conguaglio, per evitare che a rimetterci siano, al solito, i cittadini”.

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Lettera per Sonia Alfano

Buongiorno,ho avuto l’onore di conoscerLa di persona in occasione della Sua partecipazione alla presentazione del libro di G.Pilati, avvenuta la sera del 13 Giugno a Marsala; tuttavia, colta dall’emozione, quando ho avuto la possibilità di parlarLe, sono riuscita solo ad improvvisare poche parole.

Mi sono ripromessa, quindi, di rimediare al mio imbarazzo scrivendoLe ciò che, se fossi stata più serena, avrei voluto dirLe:

ho cominciato a seguirLa da quando ho saputo della Sua candidatura alle Regionali e, da allora, cerco d’informarmi sulle attività da Lei intraprese, tramite il Suo blog che considero una dimostrazione di notevole trasparenza (aggettivo che solo di rado può attribuirsi all’ambito politico odierno).

Provo grande ammirazione per Lei: per il coraggio e la determinazione, per l’onestà e la limpidezza, per l’etica e la serietà, per la perseveranza e la forza… sono rimasta profondamente colpita dal discorso che, con grande linearità e profondità, ha tenuto quella sera: ne ho condiviso ogni parola e quando ha tentato di “svegliare le coscirnze” toccando il tasto “figli”, un enorme commozione mi ha assalito, così come quando si è riferita a ciò che ha patito in seguito alla perdita di Suo padre.

Tutto ciò che ha detto è sacrosanto, è la dimostrazione di un’integrità morale ormai sempre più introvabile nella nostra società (purtroppo).

Mi rispecchio nei Suoi ideali e, finalmente, ricomincio a provare fiducia verso qualcuno che appartiene alle istituzioni (mi riferisco a Lei).

La verità è, infatti, che avevo davvero perso fiducia nello Stato, credendo nell’equazione Politica=Corruzione=Mafia.

ConoscerLa, ascoltare il valore intrinseco nelle Sue idee, l’enfasi delle Sua voce ha riacceso in me la speranza che esiste ancora qualcuno che crede nell’onestà, in una giustizia che non fa sconti a nessuno, in un mondo dove i nostri figli possano crescere sicuri… qualcuno che si batte per affermare quest’ideali.

Anch’io, come Lei, ho conosciuto il dolore della perdita un genitore: avevo solo 4 anni quando ho perso mia madre, non a causa di un incidente, ma per mano di colui che dovrei chiamare “mio padre” ma (da che ne ho memoria) no l’ho mai più chiamato così. Anche nel mio caso la giustizia ha fallito: l’ergastolo in Cassazione è stato confermato, ma in realtà la pena non è stata davvero scontata (dopo solo 6 anni, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari per buona condotta) e così, poco dopo, è evaso nascondendosi in Spagna - la Polizia lo sapeva - ma là non c’è diritto d’estradizione.

Così mia madre è morta a soli 42 anni ed il colpevole si è goduto la vita pur avendo ucciso non 1 ma 2 persone (vittima, infatti, fu anche mio nonno, colpevole solo di amare troppo la propria figlia).

Adesso ho 32 anni, ma in me è sempre rimasta la rabbia per una giustizia incapace di far valere i nostri diritti (da vivi e da morti): sento parlare la gente “civile” di perdono, io forse sarò “incivile” ma non riesco a perdonare.

Il dramma di oggi è che la gente che commette simili atrocità, che commette violenze su donne e bambini, nemmeno va quasi più in galera (se galera si può chiamare un albergo gratis, con tv, giornali, pubbliche relazioni e quant’altro) e la gente onesta, invece, che magari denuncia, rischia la propria pelle.

Sono felice di aver saputo di Lei, onorata di averLa conosciuta: continuerò a seguirLa ed a diffondere le Sue iniziative (seppur nel mio piccolo!) perchè credo nei Suoi stessi ideali, in un mondo che, purtroppo, ne sembra sempre più privo.

Mi auguro che riuscirà davvero a risvegliare “le coscienze dormienti” e che, tra noi giovani, si comprenda che ancora non è finita: al mondo c’è gente come Sonia Alfano che fa ancora la differenza.

Grazie per il tempo che mi ha dedicato, tenevo ad esprilemrLe tutto questo.

Con enorme stima ed ammirazione, è davvero un esempio ed una speranza per noi gente onesta.

Samantha Alieri

Comizio di Sgarbi: l’aggressione


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Aggiornamento: Sgarbi al ballottaggio

Solidarietà ad A. Monteleone


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Sonia Alfano: Aggrediti al comizio del pregiudicato Vittorio Sgarbi.

Ieri, 13 giugno, una delegazione degli Amici di Beppe Grillo è stata presente al comizio di chiusura di Vittorio Sgarbi, candidato sindaco per le elezioni comunali di Salemi, in provincia di Trapani. “Ci siamo avvicinati al candidato sindaco per porre qualche domanda”, ha affermato Sonia Alfano. “Volevamo che ci dicesse quanti giorni avrebbe passato a Salemi, in caso di elezione e se ritenesse giusto che un pregiudicato come lui, condannato per aver diffamato alcuni componenti del poll antimafia di Palermo, tra cui Giancarlo Caselli, facesse parte delle istituzioni. Per tutta risposta - ha proseguito Sonia Alfano - siamo stati strattonati, aggrediti ed allontanati da alcuni sgherri presenti sotto al palco. Le forze dell’ordine da noi invitate ad intervenire si sono limitate a mantenere l’ordine lasciando i nostri aggressori totalmente impuniti. In compenso noi siamo stati tutti identificati per aver commesso il grave reato di distribuire materiale informativo e porre gentilmente qualche domanda. Sgarbi, dopo essere risalito sul palco, ha nuovamente aggredito verbalmente Giancarlo Caselli. In realtà come quelle di Salemi, una provincia ad altissima densità mafiosa, in cui interessi di mafia e massoneria sono ben presenti e radicati, un futuro sindaco come Vittorio Sgarbi, pregiudicato proprio per aver sapientemente diffamato chi ha dedicato la propria vita a combattere la mafia, è quanto di più deleterio ci possa essere. E come se tutto ciò non fosse abbastanza umiliante per le istituzioni, Sgarbi invece di occuparsi di lotta alla mafia in un territorio dov’è ben presente, ha preferito distribuire “gongoli”, tramite Patrik del grande fratello, e lasciare la parola a soubrette e vip. Tutto ciò è umiliante per gli abitanti di Salemi, per chi ha dedicato e dedica la propria vita a combattere la mafia nella provincia feudo di Matteo Messina Denaro e per quanti hanno perso la vita schiacciati dai poteri forti.
Poiché tutto è stato filmato - ha concluso Sonia Alfano - ci riserviamo di agire contro chiunque abbia responsabilità in merito all’aggressione da noi subita ieri sera”.

Ci chiamano mafia

Berlusconi ha vinto le ultime elezioni cavalcando l’onda della sicurezza. I giornali e le tv hanno bombardato le nostre menti con servizi e articoli a sfondo razziale per spostare l’opinione pubblica dai problemi reali a quelli che, diciamocela tutta, lo sono meno. Conflitto di interessi, inceneritori, centrali nucleari, finanziamento pubblico all’Alitalia, rigassificatori, intercettazioni, gare d’appalto truccate, voto di scambio. Il problema è il Rom, non la mafia o l’ambiente. Il mafioso è un eroe, il rom da bruciare vivo all’interno della sua baracca. Qualche settimana addietro, in tempo di roghi ai campi nomadi, chiesi ad una amica quale fosse il vero problema dell’Italia in quel momento e la risposta mi ha sorpreso:
“La sicurezza. I Rom che derubano e sequestrano i bambini”.
Io sconosco la realtà del nord Italia ma a Palermo, la mia città, non si è mai verificato nessun problema reale con la comunità Rom. Loro vivono ai margini della società in un mondo a parte e a volte chiedono l’elemosina o lavano i vetri ai semafori ma mai si sono macchiati di reati gravi. A Palermo abbiamo la mafia, l’emergenza rifiuti (la scorsa notte altri cassonetti dati alle fiamme) e tanti altri problemi, ma di certo non quello dei Rom. Pregiudizi e paura del diverso, è questo il problema reale. L’italiano all’estero è “il mafioso” o “mafia”.
Non ci chiamano per nome, ci chiamano mafia.
Pregiudizi e paura del diverso?
I calabresi mafiosi in Germania hanno trasformato una città in un poligono di tiro. Il 5 Giugno una ragazzina marocchina di 13 anni è stata stuprata ed è rimasta incinta da un italiano di Milano. Oggi una coppia trentenne di Verona è stata arrestata perchè ha bruciato vivo un Romeno per incassare una assicurazione. Nei paesi del terzo mondo gli unici vecchi bavosi che in vacanza “coccolano” bimbe tra gli otto e i quattordici anni sono Italiani.Ma il problema sono loro, non di certo noi.
Noi siamo italiani.

Pampero

Sicilia, i politici sbagliano e i cittadini pagano. Le ATO.


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dal blog di 500 firme

Troppe tasse, troppi costi, troppe assunzioni. E la Corte dei Conti boccia le ATO.
Politica, clientelismo e soldi pubblici ancora una volta si sono dimostrati un trinomio devastante, in grado di produrre buchi di bilancio spaventosi ed inefficienze tali da trasformare in ordinario lo straordinario, in difficoltà l’emergenza, in priorità l’allarme.

Ma andiamo per ordine.
Una sola azienda che si occupi della raccolta dei rifiuti in più comuni non può che convenire. Una società esterna per una decina di comuni comporta l’aumento dell’utenza e la diminuzione dei costi.
Bene, ecco l’ATO: Ambito Territoriale Ottimale.
Ottimale si fa per dire. Infatti in pochi anni, tra stipendi per gli amministratori, viaggi di rappresentanza, consulenze esterne e miriadi di assunzioni dispensate dai politici agli amici degli amici, il sistema implode.
Addirittura alcune ATO siciliane sono state anni senza lavorare, producendo cumuli di rifiuti sulle strade e montagne di debiti sui bilanci.

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Filo diretto con Napoli

Ci siamo messi in contatto con il MeetUp di Napoli per avere notizie continue e dirette sulla situazione che attanaglia la loro città.

Chiunque volesse aggiornarsi sulla triste realtà di Chiaiano si può collegare al sito: www.chiaianodiscarica.it dove è possibile vedere le immagini in diretta sulla web-tv alle 10.00 a 12.00 e alle 21.00 o ascoltarle dal sito www.radiolina.info

MAFIA E STATO

Riporto alcuni passaggi di uno straordinario articolo firmato da Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola dal titolo “L’infiltrato speciale” tratto da “la voce delle voci” in edicola dal 6 giugno (www.lavocedellevoci.it). L’obiettivo è quello di far conoscere a tanti i retroscena politici come l’ultimo arruolamento di Renato Farina, alias Betulla, la capacità di infiltrazione dei poteri forti all’interno delle associazioni antimafia, il siparietto della mancata perquisizione al covo di Riina, a Palermo in via Bernini, e le cui responsabilità vanno addebitate al Generali Mori e ad una parte delle istituzioni . Vengono affrontate le varie deposizioni di diversi pentiti che definiscono la mancata perquisizione come una “mossa studiata a tavolino”.

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Chiaiano vista da qui

Dopo aver visto ieri sera Annozero e le estenuanti performance di Frattini sui codici dei rifiuti che potranno andare in discarica comincio ad avere qualche certezza in più sulla situazione dei rifiuti. E devo dire che per un attimo ho pensato di non essere l’unica pazza convinta di vivere sotto regime dittatoriale. Quando ho sentito esprimere questo concetto ad uno dei giovani in collegamento da Chiaiano, mi sono sentita legata a lui da un filo di pura e sana “follia”. Eppure da Napoli qualcuno mi dice che a Chiaiano la gente non si lamenta per la discarica, mi si dice che il blocco è costituito da gente pagata dalla camorra che non vuole la discarica perché in quella zona il clan nuvoletta avrebbe fatto degli investimenti immobiliari che rischiano, con la discarica vicino, la svalutazione. E davanti alle mie perplessità mi è stato persino detto che i commercianti e gli abitanti di Chiaiano si lamentano con le forze dell’ordine perché chiedono loro che si faccia qualcosa per togliere il blocco.

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Che bella fiction-reality

E bravi, ci risiamo!
Bravi, veramente molto bravi tutti gli attori!
Berlusconi è imbattibile, nessun premio oscar potrebbe rendergli giustizia ( forse proprio questo paragone rischierebbe di offenderlo, ma nessuna malizia, giuro!). Mastella ha provato ad imitarlo, ma niente da fare.
Maroni ha superato se stesso nell’interpretazione a Pontida, quando ha assicurato ai cittadini leghisti che non un passo indietro sarà fatto sul tema della sicurezza. Grande maestro nel tentativo, pare stia andando a buon fine, di far diventare il nostro un paese di razzisti. Superlativo quando ha consigliato a tutte le scuole di adottare come libro di testo il libro di Francesco Forgione (sic) sulla ‘ndrangheta perché descrive una realtà sconosciuta ma ben presente. E fino a ieri dove sono stati entrambi?

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Riflessioni a voce alta…

Prima di iniziare chiedo scusa a tutte le persone che quotidianamente hanno visitato il sito e non hanno trovato post aggiornati, ma questo è stato e continua ad esserlo un momento molto particolare e poco chiaro. Dopo aver assistito alla sceneggiata dell’insediamento del nuovo governo siciliano ovviamente ci mancava la scena madre messa in atto dalla sig.ra Finocchiaro scesa dall’alto del suo trono di Palazzo Madama per ricordare a tutti quanto rispetto abbia lei per le Istituzioni, al punto da presenziare alla prima seduta dell’Assemblea, votare il Presidente dell’ARS e poi tornare a volare alto e respirare l’aria capitolina. Certo non si può dimenticare durante la campagna elettorale in Sicilia il suo viso stravolto e cupo ripreso dalle telecamere; cozza con lo sguardo solare e languido che le stesse telecamere ci propinano quasi giornalmente quando lei si lascia “catturare” con relativo codazzo per dispensare il suo sapere. Sembra quasi uscita da un incubo, ma questa è solo una cattiva insinuazione. Nessuno infatti penserebbe che la senatrice non aveva nessuna intenzione di candidarsi alla Presidenza della Regione e una volta obbligata a farlo da Uolter, ha fatto di tutto pur di non vincere.

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