Confindustria Sicilia: Anche Scaccia ha le proprie responsabilità

“Scaccia - il presidente di Confindustria Catania - piuttosto che attaccare Lo Bello, motivato da probabili mire di potere personale, potrebbe per primo dimostrare di applicare quella trasparenza che lui stesso ha chiesto di avere da parte del Presidente di Confindustria Sicilia”. Lo ha affermato Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, in merito alla bagarre scoppiata a seguito di alcune indiscrezioni fatte trapelare della Confindustria Catania. “Noi stessi abbiamo invocato trasparenza nell’azione di Confindustria e sollevato molte questioni alle quali Lo Bello si è reso disponibile a dare risposta ma le mosse compiute da Scaccia non hanno nulla a che fare con l’intenzione di condurre una seria e sana lotta al racket. Le sue critiche sono piuttosto motivate da interessi personali in seno agli equilibri di potere della Confindustria. Il dato delle espulsioni di imprenditori catanesi collusi con la mafia e piegati al racket si aggira intorno allo zero e Scaccia è responsabile di un così deludente dato tanto quanto tutti gli altri vertici della Confindustria. Le indiscrezioni fatte trapelare dalla stampa secondo cui all’interno della Confindustria Catania si accuserebbe Lo Bello di essere “monotematico” - ovvero solo impegnato nell’applicazione del codice etico - sono la prova che gli attacchi compiuti da Scaccia non vanno certo nel senso di un contributo alla legalità e che la lotta al racket, nonostante i comunicati ufficiali, non sia il suo principale interesse. Se così non fosse di certo Scaccia avrebbe ottenuto dati migliori sulle espulsioni e sulle denunce al racket nel territorio catanese rispetto a quelli deludenti che abbiamo visto fin ora. Ivan Lo Bello, qualora le accuse rivoltegli dallo stesso Scaccia si rivelassero vere, avrebbe certamente una grande parte di responsabilità nella vicenda ma il Presidente di Confindustria Catania concorrerebbe a pieno titolo a quelle responsabilità”.

Palermo abbandonata

“La città di Palermo è diventata un autentico letamaio”. Queste le parole di Sonia Alfano in merito allo stato di decadenza, ormai denunciato da tutti, nel quale è sprofondata la città di Palermo. “I rifiuti assediano persino le strade del salotto buono della città. Cassonetti traboccanti, spazzatura ovunque, sporcizia, trascuratezza, interi complessi monumentali abbandonati ed usati come discariche tout court. La città è all’abbandono totale ed il sindaco piuttosto che firmare in fretta e furia i progetti a costo zero che gli sono stati presentati per ridurre la massa di rifiuti (come quello presentato dall’APAS per la raccolta differenziata) a costo zero per cittadini e comune, continua a latitare.
Non lasceremo a Diego Cammarata montare una fantomatica “emergenza rifiuti” allo scopo di ottenere altre poltrone per commissarimenti speciali o per giustificare la costruzione degli inceneritori-fabbrica tumori. Se il Sindaco non porrà rimedio alla svelta all’abbandono della città utilizzeremo i gruppi di “grillini” presenti nel resto d’Europa ed in America per diffondere le foto della “Palermo abbandonata” e per mostrare anche all’estero in che stato l’amministrazione comunale ha ridotto una delle più belle città d’arte europee. Tutto questo non certo allo scopo di fermare il turismo, già sottosviluppato in questa città, quanto per fare pressione sull’amministrazione comunale “.

Disonorevoli Nostrani dell’Ars

E’ già disponibile sul sito www.ilmiolibro.it e su www.bennycalasanzio.blogspot.com il libro “DisonorevoliNostrani. Indagini, arresti e disavventure dei Diversamente Onesti dell’attualeAssemblea Regionale Siciliana”, scritto da Benny Calasanzio, 23 anni, nato inprovincia di Agrigento (vive in Toscana) è collaboratore del CorriereFiorentino e del periodico Fuori Riga. Il libro traccia gli identikit deiparlamentari siciliani che hanno avuto vicissitudini giudiziarie ed etiche, e rilanciaa gran voce la questione etica nella politica. Partendo dal predecessore, TotòCuffaro, fino all’attuale presidente, Raffaele Lombardo, passando per moltideputati, sono raccontati minuziosamente i trascorsi di tutti coloro che hannoconosciuto in prima persona indagini, processi e a volte anche gli arresti,citando esclusivamente atti e documenti ufficiali. Il libro, 185 pagine, èacquistabile esclusivamente su http://www.ilmiolibro.it/libro.asp?id=48709 al prezzo di 10 euro. Qui la video presentazione: http://it.youtube.com/watch?v=dM-MVnk9VDg
Benny Calasanzio 3408025611Ecco l’introduzione: [Continua a leggere →]

Sonia Alfano incontrerà Ivan Lo Bello

“Ho poc’anzi ricevuto una telefonata dal Presidente di Confindustria Sicilia”. Lo ha dichiarato Sonia Alfano, presidentessa dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, che ha aggiunto: “Lo Bello ha accolto il mio invito, affidato alla stampa, di discutere insieme alcuni punti riguardanti il progetto che la Confindustria Sicilia sta portando avanti contro la piaga del racket. Sono ottimista sulla possibilità di un dialogo costruttivo con Lo Bello anche in merito alle molte contraddizioni in seno al progetto anti racket della Confindustria Sicilia”.

Familiari Vittime di Mafia: Lo Bello ponga rimedio ai danni provocati alla lotta alla mafia

“Ivan Lo Bello riferisca in conferenza i nomi degli espulsi da Confindustria Sicilia ed i motivi per i quali sono stati allontanati”. E’ questo l’invito rivolto dalla presidentessa dell’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime di Mafia, Sonia Alfano al presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, dopo che ieri sera si è diffusa la notizia che le espulsioni, ufficialmente operate per incompatibilità con il codice etico confindustriale e quindi applicate nei confronti di quegli imprenditori che non hanno denunciato i propri estortori, siano invece state causate da motivi che con la lotta al racket non hanno nulla a che fare. “Da tempo l’operazione di Confindustria Sicilia - ha proseuito Sonia Alfano - fa sorgere qualche perplessità sulla buona fede del progetto dato che all’interno dell’associazione sono presenti imprenditori in affari con famiglie mafiose e che mai hanno subito un qualche procedimento da parte di Confindustria. Come dire; non puoi pagare il pizzo alla mafia ma puoi fare affari milionari con loro. Se i sospetti avanzati di recente da alcuni confindustriali si rivelassero fondati, Lo Bello sarebbe responsabile di un danno catastrofico nei confronti della lotta alla mafia che, per colpa di queste mosse da marketing antimafia, subirebbe una perdita di credibilità generale e di fiducia da parte di cittadinanza e tessuto economico. A questo punto - ha concluso il presidente - l’unico atto da fare è riferire i nomi degli espulsi ed i motivi del loro allontanamento e, se Lo Bello vuole salvaguardare quel minimo di credibilità che resta, sbattere fuori all’istante e pubblicamente, gli imprenditori in affari con le famiglie mafiose. Potrebbe cominciare con l’allontanamento di Ettore Artioli, in affari con la famiglia Bontade, per poi proseguire con la pletore di colletti bianchi che assediano la Confindustria Sicilia. Il tempo dei proclami è finito. Lo Bello agisca adesso o la smetta per sempre di danneggiare la credibilità della lotta alla mafia”.

Fenomeni paranormali all’aeroporto di Palermo

In Sicilia, in questo caso all’aeroporto Falcone Borsellino, succedono strani fenomeni paranormali. Capita ad esempio che - apprendiamo da organi di stampa - nel giorno di scadenza per la presentazione delle domande in merito ad una gara d’appalto da oltre 100.000 mila euro, le buste presentate siano due e che, inspiegabilmente, il giorno successivo, a gara già conclusa, diventino tre e che proprio la terza busta comparsa misteriosamente vinca la gara.Il servizio assegnato si chiama PRM, Servizio Assistenza a Passeggeri e per essere svolto, così come prescrive una circolare ENAC del 2002, gli operatori devono essere in possesso di alcuni titoli acquisibili tramite corso di 400 ore. Il presidente dell’Organizzazione Europea Vigili del Fuoco Volontari di Partitico, Salvatore Zito, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo, chiede di verificare se la ditta appaltatrice del servizio abbia personale con requisiti idonei a svolgere il servizio. E non è un caso - come segnalato da TeleJato nei giorni scorsi - che in zona Partitico e nelle cittadine limitrofe circolino voci su “enti amici” in grado di rilasciare le attestazioni necessarie allo svolgimento del servizio appaltato in modo celere.

L’associazione, che TeleJato indica come vicina ad ambienti dell’UDC e dell’ex governatore Cuffaro, condannato in primo grado per favoreggiamento, svolge attualmente il servizio all’aeroporto Falcone Borsellino, nonostante le presunte illegittimità sull’assegnazione del servizio. Chiediamo dunque alla magistratura di fare quanto prima luce sul caso al fine di non lasciare agire indisturbati chi accumula ricchezze sulla pelle dei siciliani.

Sonia Alfano: Si faccia chiarezza su concorso all’ARS

E’ necessario che si faccia chiarezza sulle molte irregolarità denunciate da un partecipante in merito all’ultimo concorso per consiglieri parlamentari dell’ARS. E’ quasi certo, e sarà adesso la magistratura a confermarlo, che il concorso è stato truccato da favoritismi, irregolarità ed illegittimità. Stranezze che vanno dalle informazioni fatte trapelare da un componente della commissione esaminatrice solo nei riguardi di alcuni candidati, al cambio in corso d’opera dei membri della stessa commissione presieduta da un politico, ai vantaggi in merito al tempo della preparazione sulle 13 materie in favore di alcuni partecipanti. L’ARS è già mal ridotta così, non è davvero il caso che si incamerino altri damerini a servizio dei politici selezionati in merito a criteri di amicizia e non, come prescrive la legge, su basi meritocratiche. Attendiamo le indagini che la magistratura ha intrapreso dopo l’esposto presentato da uno dei candidati e continueremo a seguire la vicenda da vicino per non lasciare che, come sempre, ragazzi che hanno sacrificato tempo, energie e risorse per mettere la propria preparazione al servizio della collettività siano umiliati e scavalcati da persone meno competenti e preparate ma con migliori agganci politici.

Accordo bipartisan per far fuori l’Alfano

La prova definitiva dell’accordo più o meno sottobanco tra maggioranza ed opposizione al Parlamento siciliano sarà data a settembre quando il Presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio, convocherà l’aula per votare la norma che assegnerà il novantesimo seggio dell’ARS al PD. La spiegazione ad una tale scelta, che non discende certo dall’interpretazione della legge elettorale che assegna il seggio al “candidato presidente miglior perdente”, ovvero Sonia Alfano, la si può trovare ponendosi un semplice quesito: Perchè la maggioranza di governo dovrebbe accordarsi con il PD per assegnare quel seggio ad un partito che rappresenta comunque l’opposizione? Se il Partito Democratico facesse una vera ed autentica attività d’opposizione, la maggioranza non avrebbe un solo valido motivo per preferire loro a noi. E’ quindi chiaro, per i pochi che non se ne fossero ancora accorti, che il Governo Lombardo ed il Partito Democratico siano in armonioso accordo su tutto quel che riguarda la politica regionale; nomine, leggi, spartizione di risorse e poltrone e, naturalmente, sul novantesimo seggio. In una situazione così comoda è naturale che non si voglia far varcare la porta del palazzo ad una persona che, come gli onorevoli siciliani hanno imparato a capire, farebbe una vera e sana opposizione come nel caso di Sonia Alfano.
Ciò che desta ancor più stupore è constatare la totale cecità degli inquilini di Palazzo dei Normanni di fronte al fermento che ruota intorno ai grillini ed a Sonia Alfano. Se alzassero per un attimo il naso dalle loro incombenze di clientelismo quotidiano si accorgerebbero dell’attenzione e della fiducia crescente intorno al “nuovo” che Sonia Alfano rappresenta.
L’ufficio stampa della “grillina” è ogni giorno subissato da richieste di interviste, dichiarazioni, partecipazioni a trasmissioni e dibattiti da parte della stampa estera e da moltissime testate della c.d. “stampa libera” (quasi del tutto assente in Sicilia grazie al latifondista della stampa Mario Ciancio). La gente ci ferma per strada, ci ringrazia, ci chiede quali saranno le prossime mosse per poterne prendere parte, ci dedica tempo e risorse oltre alle 70.000 preferenze raccolte alle ultime regionali.

Vogliono fare la guerra con noi?
Noi stiamo già sfregandoci le mani e lavorando, oltre che al ricorso al TAR, alla conferenza stampa, che sarà indetta nel giorno dell’assegnazione del seggio, durante la quale presenteremo gli scempi, le sentenze della Corte Costituzionale mai applicate, le liste dei parenti degli onorevoli assunti nelle amministrazioni delle quali anche i giornali più attenti sono allo scuro perchè tenute ben nascoste dal palazzo, gli ammanchi al bilancio ripianati in modo “fantasioso” del Parlamento siciliano, operati in pieno accordo tra maggioranza ed opposizione. Tutte informazioni che i giornali non hanno (o magari non hanno dato). Credono che tenere Sonia Alfano fuori dall’ARS sia la soluzione più efficace per arginare il “pericolo”. Non hanno invece capito che il perseverare su questa strada non farà altro che innescare una bomba atomica che esploderà tra le loro stesse mani.
Ecco un quadro della situazione tratto da CENTONOVE del 29.08.08 a firma di Daniele De Joannon:
Il nodo della novantesima poltrona a Sala d’Ercole verrà sciolto a settembre, quando il presidente della Commissione Verifica poteri, che è anche il titolare dell’Assemblea regionale, Francesco Cascio, deciderà di convocarla. Nonostante sul sito dell’ARS non risulti alcunché sull’attività dell’organismo che “esamina le elezioni di ciascun deputato, deliberandone la convalida (relazionando al Presidente dell’Assemblea) in caso di contestazione”, la commissione composta da Giuseppe Gilberto Arena. Alberto Campagna, Antonino D’Asero, Baldassarre Gucciardi, Giuseppe Laccoto, Raimondo Luigi Bruno Maira, Filippo Panarello, Salvatore Termine e Vincenzo Vinciullo ha già deciso. E la scelta ha un sapore bipartisan che un tempo si sarebbe definito consociativo. L’ultimo seggio, infatti, andrà al Partito Democratico. Una mossa che però, per essere attuata, richiede la votazione di una norma ad hoc, visto il vuoto legislativo. Non era infatti mai capitato che un candidato alla presidenza, ovvero Anna Finocchiaro, decidesse di abbandonare la poltrona che tocca a chi ha ottenuto il miglior risultato dopo il vincitore, come prevede lo statuto. Statuto, che non contempla il caso e che potrebbe aprire le porte, limitando la scelta ai candidati presidenti, a Sonia Alfano, candidata per i grillini e forte di più di settanta mila voti. Per questo la commissione, cui tocca decidere, vuole varare una norma che risolva la questione tagliando fuori il terzo incomodo. Poi, sarà un problema interno del centrosinistra il conferimento del seggio. Perchè gli aspiranti d’area sono quattro, tutti agguerriti e con differenti motivazioni. Apre la lista Rita Borsellino, che pur non essendo del PD era numero due nel listino di “Finocchiaro Presidente” e proprio per questo ritiene le tocchi la poltrona. Segue, poi, Bernardo Mattarella, che invece detiene il miglior resto di tutti, e che quindi, in assenza della norma che limita i giochi ai candidati presidenti, sarebbe andato a sala d’Ercole. Infine ci sono Nello Lentini di Siracusa, anche lui nel listino ma con più diritti (ritiene) perchè del PD, e Giuseppe Spampinato, forte del numero di preferenze personali conseguite, che supera quello di Mattarella.

Familiari Vittime di Mafia: In ricordo di Libero Grassi

Anche l’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia porterà un fiore a Libero Grassi alla cerimonia di domani.
“E’ stato il primo imprenditore illuminato a denunciare il racket platealmente tramite una lettera inviata al Giornale di Sicilia ed indirizzata al “caro estortore” che è oggi una delle testimonianze più autentiche del coraggio delle sue idee e della sua integrità”. Così Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, in occasione del 17° anniversario della morte di Libero Grassi. “A Libero Grassi - ha proseguito Sonia Alfano - va la nostra gratitudine per aver spianato la strada, per aver mostrato in che modo gli uomini liberi agiscano anche se, come nel suo caso, la strada verso la libertà lo ha portato alla morte. Ricordare Libero Grassi, tenerne viva la memoria e seguirne l’esempio è l’unico modo che i siciliani hanno per potersi scusare dell’isolamento in cui l’imprenditore è stato lasciato durante la sua battaglia”.

Familiari Vittime di Mafia: Il condannato dell’Utri vuole smantellare la giustizia. Alfano riapra Pianosa e Asinara.

“Stanno smantellando il sistema della giustizia e vogliono farlo partendo dalle fondamenta”. Con queste parole Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime di Mafia, ha commentato la recente riforma della giustizia e le dichiarazioni di Dell’Utri e del ministro Alfano. “Dell’Utri sostiene che bisognerebbe eleggere i magistrati come negli USA - afferma Sonia Alfano - per fare in modo che finalmente si possano mettere nelle procure pregiudicati, indagati, prescritti o condannati per mafia, esattamente come avviene allo stato attuale in Parlamento grazie ad una legge elettorale che impedisce di scegliere i candidati e ad un sistema di informazione asservito alla politica di proprietà, direttamente od indirettamente, di Silvio Berlusconi. In una democrazia come quella italiana affermare un simile principio corrisponde ad una vera e propria bestemmia. Non mi aspetto che un condannato per mafia, quale Dell’Utri è, abbia a cuore le sorti della democrazia ma mi stupisce che qualcuno dia retta alle eresie che afferma. E’ il tribunale di Palermo ad averci detto, con la condanna in primo grado di Dell’Utri, da che parte sta l’attuale senatore e non è di certo da quella dello Stato”. Per quanto riguarda le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano il presidente dell’associazione ha affermato che:”Anzichè vaneggiare su braccialetti ai detenuti per reati non gravi, dato che è ormai consuetudine in entrambi gli schieramenti politici considerare il voto di scambio ed altre abberrazioni di questa specie come “reati non gravi”, potrebbe risolvere il problema del sovraffollamento riaprendo le carceri di Pianosa e dell’Asinara chiuse come da esplicita richiesta del “papello” di Totò Riina presentato dopo le stragi”.